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La follia è un'arteIl blog di una portatrice sana di teatro
August 25 OtelloUltimamente andare a teatro sta diventando per me fonte di incredibili avventure! forse perchè mi cimento in ardimentose trasferte in paesi non proprio noti a me ed al piccolo navigatore presente fra i miei neuroni! e così ieri sera, coinvolgendo i miei due soliti amici (buoni e pazienti con una patitaccia di cinema e teatro come me...meritano una medaglia!), mi sono improvvisata esploratrice e mi sono spinta fino ai confini dell'ignoto: Bitritto!! ebbene sì, 40 km circa con la mia fedele Micretta nel bel mezzo del traffico da bollino rosso della statale 16 direzione nord per via dei ritorni dalle ferie d'agosto !! con tanto di disavventura al distributore di benzina che voleva fr...ehm...sgraffignarmi 20 euro! Ma alla fine l'ho avuta vinta io e con ben dieci minuti d'anticipo siamo riusciti a piazzarci nella piazza Leone di fronte al palco (solo posti in piedi of course, ma piccoli sacrifici si fanno volentieri per una buona cosa come uno spettacolo teatrale che prevedevo essere meritevole, e poi fortuna ha voluto che qualche posto si liberasse nel corso dello spettacolo, così ho potuto godermi l'ultima parte comodamente seduta in prima fila!) La prima meraviglia dello spettacolo è stata proprio la vista del palco: immaginate una piccola piazzetta, circondata da antichi palazzi ed il fianco della chiesa madre in austero stile romanico, illuminata con le tenue luci arancioni che ultimamente caratterizzano i nostri centri storici ed esaltano la bellezza della nuda pietra. Nel mezzo della piazza, circondate da due ali di sedie, c'erano 3 pedane separate: due, quelle laterali, più alte e quadrate, mentre quella centrale, più bassa, era una lunga passerella; tutte erano munite di scale che, separate fra loro da tratti di selciato, garantivano continuità alla scena. Appena ho visto la strana forma del palco su cui si sarebbero svolti gli avvenimenti del Moro di Venezia ho subito compreso che gli attori avrebbero letteralmente passeggiato a due passi dal pubblico e la cosa mi ha entusiasmato! Prima di passare alla recensione vera e proprio occorre una premessa per spiegare perchè mi sia accollata 40 km di strada per vedere questo spettacolo! La motivazione principale (oltre al fatto che l'Otello è sempre l'Otello) è stata la certezza di assistere ad una rappresentazione di prima qualità! come potevo saperlo? beh...garanzie totali non ne avevo, ma l'aver già visto l'Otello messo in scena da questa stessa compagnia (l' "Alfredo Vasco") sei anni fa e il ricordare con gran piacere quello spettacolo, mi dava una certa tranquillità! tale da farmi da garante anche di fronte ai miei due amici un po' timorosi al cospetto di un mostro sacro come Shakespeare (tristemente relegato dal comun dire a quel genere di teatro etichettato come "pesante"...sob che tristezza...) E devo dire che le mie attese non sono state affatto disilluse, pur essendomi trovata di fronte una compagnia quasi del tutto rinnovata...con sorpresa! :) ma di questo parlerò dopo! Seconda meraviglia: lo spettacolo tutto! L'ora e mezza circa (tocco di campana più, tocco di campana meno...) intercorsa tra l'apparizione del viscido Iago, già tutto preso nei suoi intrighi a spese di Otello in compagnia dell'ingenuo Roderigo e la morte del Moro, culmine e conclusione di tali macchinazioni macchiavelliche, per il pubblico sono state un viaggio nel tempo, e nemmeno l'opera di disturbo operata da alcuni poco colti (e soprattutto ben poco educati) individui di passaggio ha potuto spezzare la magica atmosfera! Venezia e Cipro sono rivissute, con le loro terribili passioni ed indimenticabili personaggi, nella piazzetta di Bitritto, ed il caloroso applauso che alla fine ha accompagnato gli attori ha testimoniato l'entusiasmo suscitato nel pubblico dalla rappresentazione! e davvero c'è stata viva partecipazione tra gli spettatori: ogni apparizione di Iago era segnata da mormorii sempre più ostili e l'acme del dramma, l'uccisione di Desdemona ad opera di un Otello ormai folle di gelosia, così come il momento in cui la verità sull'innocenza della giovane veneziana emerge con tutta la sua drammaticità sono stati accompagnati da un silenzio commosso. Merito di tale successo va a tutti gli interpreti, che hanno saputo mantenere un'alto grado di concentrazione, nonostante la notevole vicinanza del pubblico (cosa che vi posso garantire non mette propriamente a proprio agio chi recita!) e che hanno trasmesso un'incredibile vibrazione emozionale per tutto lo spettacolo! Ma un grande applauso va ai tecnici, autori di quello che ai miei occhi è stato un vero miracolo: un'amplificazione perfetta!! con una resa all'aperto che mai avrei creduto possibile, tanto da far dimenticare la presenza stessa dei microfoni (tranne magari quando i personaggi si abbracciavano, ed allora era inevitabile avvertire il fruscio degli abiti) Vorrei in modo particolare sottolineare la bravura di Angelo Tanzi, interprete di uno Iago davvero vivido...ed odioso! Fin dalle prime battute sono rimasta affascinata dalla sua voce, perfettamente impostata e dosata, tanto che sia io che Alessio abbiamo pensato potesse aver avuto esperienze nel campo del doppiaggio! In più per "conquistare" me, ha in realtà dovuto fare doppio lavoro, perchè sei anni fa ero rimasta folgorata dall'interpretazione di un altro attore: Giuseppe Maradei e temevo sinceramente di ritrovarmi a porli a confronto...invece questo non è avvenuto, e per tutto lo spettacolo davanti ai miei occhi c'era semplicemente Iago. La "sorpresa" invece mi è arrivata dal personaggio di Roderigo! Fin dalla prima scena c'è stato in lui qualcosa che mi suonava estremamente familiare, un non so che di già visto e...conosciuto che mi ha spinto a sorridere delle trovate per rendere questo personaggio particolarmente goffo, impacciato ed ingenuo ed a seguire con attenzione le mosse del suo interprete (che tra l'altro dava voce e corpo, in modo del tutto differente, con cambi d'abito alla velocità della luce per giunta - complimenti! - anche al Doge di Venezia). Il sospetto che potesse essere un attore che avevo già avuto la fortuna di conoscere abbastanza bene durante uno stage mi ha sfiorata, ma la mia memoria, si sa, ogni tanto mi gioca strani scherzi, e così ho continuato a scervellarmi ed a dirmi: è lui o non è lui? dubbio che mi sono dovuta tenere fino al dopo spettacolo! Difatti terminata la rappresentazione e raccolti gli entusiasti commenti di Alessio (come sono contenta quando il teatro coinvolge davvero anche chi mi accompagna!!) mi preparavo a portare i miei complimenti a tutti gli interpreti, quando la mia mano ha scoperto una terribile assenza nella mia borsetta! il portafogli? noooooo! peggio: ho scoperto di non avere neanche un fogliettino di carta!! E' nato così il simpatico siparietto che mi ha visto chiedere ad una non poco sorpresa signora seduta sull'uscio di casa propria un foglio di carta! fortuna ha voluto che mi imbattessi in persone davvero cortesi e gentili che mi hanno procurato un eccellente foglio di quaderno!! dopo essermi profusa in ringraziamenti, mi sono piazzata all'agguato!! eheh ormai sono un'esperta! tanto che sono riuscita anche ad acchiappare davvero al volo il giovane interprete di Cassio (il cui nome purtroppo, nonostante l'autografo, ignoro del tutto...spero però a breve di recuperare i nominativi dell'intero cast e di postarlo per sopperire a tale mancanza!) E' stato bello trovare ancora una volta una compagnia sorpresa e anche un po' imbarazzata dalla mia richiesta di autografi! mi ha fatto davvero fare un tuffo nel passato, ai tempi del teatro per la scuola, quando qualcuno è anche arrivato a mandarmi letteralmente a quel paese, pensando che io li stessi prendendo per i fondelli!! Solo che gli anni che passano portano in dono un po' più di sicurezza in se stessi, così sfoggiando la mia buona faccia tosta, uno dopo l'altro ho fermato tutti per il mio autografo ed i complimenti ( beh, quasi tutti, mi scuso con l'interprete di Bianca, ma mi è davvero sfuggita...) e l'aver detto al capo compagnia, Alfredo Vasco in persona, di aver già visto il suo Otello sei anni fa mi ha anche fruttato due bei bacioni sulle guance! :D Ma il massimo l'ho dato proprio con l'ultima mia "preda", che il caso ha voluto fosse proprio il misterioso ( per me) interprete di Roderigo!! difatti grazie ad un divertente scambio di battute a tre (si era avvicinato infatti anche Angelo "Iago" Tanzi) sono riuscita a portare il discorso sulla familiarità che aveva per me il suo volto, fino alla sfacciatissima richiesta di dirmi il suo nome per aiutare la mia memoria...e sì!! era proprio Dino Parrotta!!! e mi era così ben familiare perchè tre anni fa avevo seguito un suo stage sull'arte dei Buffoni medievali, culminato in un piccolo, ma intenso, spettacolo durante una rievocazione storica a Putignano! è stato davvero un piacere scambiare con lui due chiacchiere quella sera!!! E così sono tornata a casa contenta e soddisfatta!! con l'umore a mille ed un sorrisone che mi collegava in via diretta le due orecchie!!!! E allora grazie a tutta la compagnia "Alfredo Vasco" per le belle emozioni, durante e dopo lo spettacolo (soprattutto per non avermi mandato male!), ma grazie soprattutto ad Alessio e Daniele, i miei cavalieri, che mi hanno assecondato in questa piccola follia!! ah che farei senza di voi! :* August 24 Le Cronache di Narnia: Il principe Caspian
A questo punto, cari lettori, chi non l'abbia ancora visto e non abbia letto il libro a cui il film si ispira si fermi a questo paragrafo, in cui affermo che il film ha un gran bel ritmo, bella fotografia e splendide ambientazioni e che i nostri cari compaesani Castellitto e Favino fanno la loro bella figura nel cast internazionale e tra mille effetti speciali! Perchè non potete proseguire? perchè i commenti che seguono riguardano strettamente la trama, e non voglio rovinarvi il gusto (come ho fatto con il mio pazientissimo amico!!! a dire il vero al cinema ci sono andata con 2 carissimi amici, ma l'altro, almeno al primo tempo era a debita distanza ed ha così evitato i miei commenti in diretta! :D)
Bene...ed ora veniamo al sodo! Per poter scrivere questa recensione sono dovuta andare un'altra volta a vedere il film, perchè alla prima visione la totale distorsione degli eventi della storia narrata nell'omonimo libro mi aveva sconvolta e disorientata a tal punto che sono uscita dal film con la vaga idea di aver visto un film che nel complesso funzionava, ma che non ero riuscita a cogliere appieno! Difatti la prima volta appena il film è iniziato, con la nascita dell'erede del terribile sovrano Mizar (interpretato da un Castellitto castellano scuro e cupo che di più non si può!) e la conseguente fuga per salvarsi le penne del principe Caspian (un po' cresciutello ad onor del vero, ma pazienza) ho pensato: ah ecco iniziano direttamente da là...beh dai serve per entrare già nell'atmosfera Telmarina. I "mah" sono iniziati subito dopo: corsa a capicollo nella foresta, caduta e incontro con i primi Narniani, ovvero con i due nani e...ma che fa??? suona il corno magico?!?!?!?!? di già??? ma non capita moooooooooolto ma moooooooooolto ma moooooooooooooooooooooooooolto dopo?? mah...e poi il nano rosso che combatte contro i Telmarini...'sta cosa mica me la ricordavo nel libro...sarò io ad avere vuoti di memoria! Cmq cambio di scena: Londra (mmm...londra, londra...chissà perchè la mia memoria mi suggeriva una stazioncina isolata di campagna...vabbè dai fà più scena così...)...piccole scene di vita quotidiana di studenti nell'immediato dopo guerra (con ancora sacchi di sabbia intorno alle statue ed all'ingresso della metropolitana...ah ecco in cosa si è trasformata la stazioncina! ah il progresso, che bella cosa!) e poi sulla panchina in attesa del treno finalmente la chiamata: si torna a Narnia!!! Bellissima la spiaggia dorata (fa davvero venir voglia di sguazzare nell'acqua limpida: la Nuova Zelanda colpisce ancora!) però poi in soli dieci minuti (o meno), dimostrando un'intuizione davvero mostruosa, i nostri quattro scoprono: di essere su un isola, le rovine in cima all'isola, che le rovine sono Cair Paravel, che quindi sono a Narnia, ma dopo centinaia di anni (avranno visto Lost e si saranno abituati alle associazioni di idee rapide anche se improbabili a rigor di logica!!)inoltre accedono alla sala del tesoro e si rivestono da re e regine di Narnia (dieci minuti scarsi nel film, un giorno e mezzo nel libro...siamo nell'era della velocità!) Intanto il nano Trumpkin ha l'inedito onore di incontrare Miraz (che qui cmq non è re, eh! non fatevi strane idee lettori del libro! è solo un semplice governatore, con molte ambizioni), viene usato per convincere il consiglio dei Telmarini alla guerra e poi si prepara ad essere gettato in acqua (aaaah ecco come si arriva a questo topico momento...beh dai hanno risparmiato un bel po' di strada all'eroico nano!). Momento di fedeltà letterario: Susan e gli altri salvano il nano dall'annegamento, anche se questi non si rivela molto riconoscente. Fine del momento di fedeltà letterario. Infatti anche il nano dimostra una capacità intuitiva straordinaria e già alla seconda occhiata capisce di avere davanti i Re e le Regine dei vecchi tempi!! però! (se vado avanti così faccio la cronaca del film...vabbè, mi limito ai momenti salienti!) Il viaggio da Cair Paravel alla Casa di Aslan dei quattro Pevensie + nano è stato notevolmente mutilato, specie per quanto riguarda l'importantissima presenza di Aslan (che nel film fa capolino solo una volta ed in sogno per di più, con buona pace del messaggio: chi ha fede viene ricompensato e può vedere la salvezza nei panni del Grande Leone...amen), completamente stravolto è l'incontro del principe Caspian con gli abitanti della vecchia Narnia, così come il suo incontro con i Pevensie (che viene enormemente anticipato e per via di questo tutta la trama ha preso una diversa via rispetto al libro!). I momenti in cui sono davvero sobbalzata sulla poltrona sono stati: la battaglia al castello di Miraz (del tutto assente nel libro, e, se si esclude l'indubbia spettacolarità, del tutto gratuita, anzi forse fin troppo drammatica, tale da appesantire ulteriormente l'atmosfera già cupa del film...poco per bambini, decisamente, anche se la scena dalla grata che si chiude mi ha ricordato per un attimo il cartoon Disney Robin Hood, ma lì non si faceva male nessuno), il tentativo di evocare la Strega Bianca, che nel libro è il vero momento di incontro tra Caspian e Peter e che qui invece li vede entrambi cadere in tentazione (orrore e raccapriccio!) e la missione solitaria di Lucy per raggiungere Aslan (necessaria visto il totale stravolgimento della trama a questo riguardo, ma il fatto che Peter, Edmund e Susan nel film non hanno mai visto Aslan, il suo ritardo nell'intervento durante la battaglia sembra quasi un capriccio, visto che non c'è nemmeno più l'attraversamento del paese per "affrancare" un po' di persone e la distruzione del ponte - che invece avviene dopo, all'arrivo delle truppe di Miraz in fuga). Mi sono poi ritrovata a pensare che la pseudo cotta tra Caspian e Susan si poteva anche evitare...ma vabbè...so' ragazzi e un po' di romanticismo da qualche parte andava pure messo... Smettendo per un attimo di essere una purista, devo dire che il maggior spazio riservato ai "cattivi", i Telmarini,
Tirando le somme: 'sto film mi è piaciuto sì o no? Bella domanda... diciamo che se dimentico di aver letto il libro, allora sì, il film mi ha preso, le scene sono avventurose e di cappa e spada come piace a me, l'ambientazione immerge davvero in un mondo magico e antico e non ci si accorge del passare del tempo sulle poltrone del cinema! ciò non significa però giustificare lo scempio compiuto ai danni della trama originale, vuol solo essere un modo per salvare il salvabile e dare a Cesare ciò che è di Cesare. July 21 Napoli? E' qui...Per mesi siamo stati bombardati via tv di immagini di rifiuti per le strade, cassonetti dati alle fiamme e operazioni di raccolta dell'immodizia inefficiente in Campania. Ora che lì la situazione parrebbe risolta (anche se, secondo me, si è messa solo una pezza ad un sacco troppo pieno che presto esploderà di nuovo!) chi avesse nostalgia di quei panorami non ha che da farsi una passeggiata nelle campagne dove vivo... Ogni sacrosanto anno, puntuale come un orologio svizzero arriva la bella stagione, e con essa orde (si si,orde, come quelle barbariche per intenderci!) di villeggianti... l'economia di Polignano certo ringrazia (o almeno credo), ma noi residenti non riusciamo proprio a rallegrarci della convivenza con tali...signori! Perchè? Date un'occhiata a queste immagini e capirete!! Questa foto risale a qualche anno fa, ma non ha importanza: ogni giorno qui la situazione è identica! anzi, peggio!! con la massa di buste che blocca completamente ogni accesso ai bidoni persino a chi vorrebbe davvero essere civile e buttare la propria immondizia negli appositi cassonetti!! Come diamine possiamo ritenerci un popolo civile se villeggiatura diventa sinonimo di immondezzaio?? si, perchè questa...gente (cittadini in genere) a casa propria è perfettamente civile, proprio gente a modo, ma chissà per quale incredibile fenomeno soprannaturale appena si mettono in ferie e si trasferiscono qui nella campagna della provincia, subiscono un processo di regressione all'epoca primitiva e diventano inquinatori irresponsabili e cafoni! e guai a tentare di far notare, gentilmente ed educatamente, che non è propriamente il caso di gettare per terra le buste dell'immodizia quando ci sono due cassonetti a disposizione (generalmente vuoti o quasi...)! chi ci ha provato si è sentito aggredire con frasi del tipo: come si permette lei di dirmi cosa devo fare! o: se ne vada o la denuncio! LA DENUNCIO?!? ma vi denuncerei io, razza di ipocriti! ma dove credete di essere? solo perchè qui non girano vigili urbani come in città pensate di poter fare i comodi vostri? o perchè non siete a casa vostra ve ne fregate di sporcare?? Restare per mezza giornata ad osservare l'andirivieni di costoro porta alla visione di ben strani spettacoli: sono stati escogitati i mezzi più originali per ridurre al minimo lo sforzo all'atto di gettare l'immondizia... Ci sono quelli che tengono la mano fuori dal finestrino della macchina con sospesa la busta, per poi lanciarla quasi in corsa verso i bidoni, ma davvero meritevoli di qualche premio all'inventiva sono quelli che pongono la busta sul cofano della macchina, quando poi giungono davanti ai cassonetti frenano di colpo, la busta cade e loro tutti contenti e soddisfatti riprendono la loro strada! Originale non trovate? Immaginate che vuol dire avere sempre cumuli di buste di immondizia quasi davanti il cancello di casa? cercherò di farvene un quadro esauriente: 1) Estetica: vi pare bello come panorama? ma questo sarebbe il meno... 2) Puzza: tutta quell'immondizia sotto il sole dà luogo a fenomeni di fermentazione che portano allo sprigionarsi di fetori degni dell'inferno!! 3) Insetti: naturalmente i simpatici animaletti a 6 od 8 zampe esultano del festino che questi gentili signori preparano per loro! e così imperano mosche, vespe, zanzare, ed altri ancor meno simpatici insetti... 4) Cani, gatti e topi: no, non parlo delle avventure Tom e Jerry...parlo della popolazione di animali randagi e selvatici che risiedono ormai fissi nei pressi dei cassonetti. E finchè son gatti, pazienza, almeno riducono il numero dei topi che se no, con tutte quelle buste di cibo, crescerebbe in modo esponenziale! ma quando si aggiungono bande di cani randagi i disagi aumentano notevolmente: prima di tutto i cani strappano le buste e seminano il contenuto in ogni dove, e poi costituiscono essi stessi un pericolo per chi si avventuri a piedi o in bici da quelle parti! Noi residenti abbiamo tentato ogni mezzo ed intermediazione per migliorare un po' la situazione, ma forse l'unica soluzione sarebbero delle telecamere fisse per cogliere sul fatto questi incivili e cominciare a far fioccare un po' di multe!!!! Pensavo di scrivere un intervento ironico e distaccato, ma la rabbia ha preso il sopravvento...provate però a mettervi nei miei panni: dover convivere con questo schifo ogni giorno tira veramente fuori il peggio di una persona!! Mi piacerebbe davvero che qualcuno di coloro che scambia il rilassamento delle vacanze con un'autorizzazione a fare i comodacci propri in casa d'altri leggesse questo mio sfogo...chissà che non gli rimorda un filino la coscienza e che la prossima volta che si recherà in vacanza magari ci pensi su due volte prima di buttare una busta per terra... July 17 Tempo e silenziQuasi otto mesi che non scrivo più nulla...
Chi magari mi ha conosciuto solo per le pagine un po' deliranti di questo mio blog già piuttosto incostante di sua natura, mi avrà dato per dispersa...in mare vista la mia vicinanza geografica al blu elemento!! invece il mare non sono ancora andata a salutarlo quest'anno....ma questo è un altro discorso!
Perchè non ho scritto?
Ipotesi 1) non ci sono state più emozioni abbastanza forti da meritare di essere narrate.
Mmmm.....no, direi di no! le emozioni in questi mesi non sono mancate! mi accorgo ora di non essermi mai sbilanciata troppissimo sulla mera cronaca della mia vita, d'altronde pensavo: a chi mai interesserà la vita semi-banal-normal-routinaria di una 23enne della provincia del sud italia? e invece buona parte delle emozioni degli ultimi mesi sono proprio legate a quella fetta di vita di cui non ho mai o quasi mai parlato qui in rete!
Ad esempio: il 4 dicembre 2006 ho iniziato il servizio civile (progetto "Conoscere i boschi, prevenire gli incendi", promosso dalla provincia di Foggia e svolto presso la polizia provinciale qui a Bari). E' stata una strana esperienza... non del tutto gratificante da un punto di vista meramente "lavorativo" (e non ho tempo e voglia di spiegare in questa sede il perchè...tanto chi ha condiviso con me quei mesi sa bene a che mi riferisco...gli altri.......beh gli altri si terranno la curiosità, oppure potrebbero chiederedelucidazioni! chissà che queste pagine non si animino di qualche commento in più! e forse riaprirò il cassetto della memoria in un post sulle promesse da marinai della pubblica amministrazione!), ma che mi ha fatto rivedere alcune mie priorità nella vita e che nei mesi successivi la sua fine mi ha donato alcune amicizie speciali!
E poi ci sono state le mille vicissitudini, inquietudini e soddisfazioni e dubbi sul cambio di facoltà! Ora siamo alla fine del mio primo anno ufficialmente dedicato alla biologia, l'anno prossimo sarò iscritta al terzo anno della laurea triennale in Biologia Cellulare e Molecolare (ebbene sì. 4 anni di chimica non sono stati del tutto buttati via, ma mi hanno consentito l'iscrizione diretta al 2° anno!! è una mia fissazione questa: anche all'inizio inizio del mio ciclo di studi sono entrata direttamente in una seconda: seconda elementare a 6 anni dopo l'esame di primina! :D chissà mai che mi porti fortuna questa reiterazione di salti! eheh) e, sebbene la cosa mi appaia strana e utopica dopo tutti questi anni di progetti sfumati, di questi tempi l'anno prossimo starò seriamente adoperandomi per la tesi! pauuuuuuraaaaaaaa!
Tra l'edificio di Biologia e quello di Botanica quest'anno ho abbondantemente vagato, tra lezioni ed esami del primo e del secondo anno (per tacere dei pellegrinaggi senza fine alla segreteria...ma anche questo argomento andrebbe nel suddetto topic sulla pubblica amministrazione...mmmm....mi sa che lo scriverò sto benedetto intervento!!!), e molte amicizie e conoscenze si sono aggiunte così alla mia vita.. è fantastico girare per i corridoi e salutare ed essere salutata da persone di tutte le età e di tutti gli anni di iscrizione!!! mi sembra davvero di essere a casa!! e se all'inizio l'idea di frequentare con ragazzi più piccoli di me mi inquietava un po', ora fatico a ricordarmi di essere una vecchiettina e mi sono lasciata totalmente coinvolgere dal loro fresco e nuovo entusiasmo! quindi: ragazzi (e ragazze of course) grazie di cuore!!
E come tralasciare la parrocchia di Santa Rita con i bambini dell'oratorio, i ragazzi delle catechesi, le suore, Don Mimmo....e la combriccola del gruppo Monfortano sparsa per tutta Italia e le emozioni fortissime di Lourdes la scorsa estate..........
E ancora l'aver vissuto due anni a Bari, condividendo il nostro piccolo appartamente in sei, ognuna con la sua storia, il suo cammino, i suoi studi, le sue paranoie...ma tutte capaci di rispettare le dure leggi della convivenza e di trarre dalle altre ragazze preziosi insegnamenti!! ora siamo in sfratto...ma spero davvero che possiamo trovare una soluzione, ancora tutte insieme!
Insomma...emozioni non sono certo mancate! Anche del genere che normalmente riportavo su queste pagine: teatrali ed artistiche in generale. Su tutte l'avventura della trasferta milanese per andare a vedere la "Divina Commedia: l'Opera" con l'eccezionale Vittorio Matteucci!
Ma allora perchè non ho scritto?
Ipotesi 2) non avevo voglia di parlarne
Ok, ma perchè? (mi sento una bimba di tre anni, ma se non faccio così con me stessa non ne vengo a capo!)
Forse in un primo momento perchè sono successe così tante cose, e mi sono sentita così viva che mi sembrava riduttivo riferire quelle emozioni di vita vera e vissuta sulle pagine fredde (seppure colorate con i colori dell'estate) di un blog...
Poi ci sono stati i periodi di frenata: difficoltà, momenti bui costellati da paure e depressioni, l'incertezza sul futuro, su me, su me in rapporto agli altri....insomma le mie solite paranoie che a targhe alterne mi vengono a trovare! ed ero troppo impegnata a chiudermi a riccio per sfogarmi, anche su internet.
Poi finalmente uno ad uno, pazientemente (e grazie alla pazienza di chi mi è rimasto accanto nonostante l'umore da licantropo!) ho dipanato i nodi che avevo stretto intorno alla mia vita e ho ricominciato a respirare liberamente!!!
Così ho ripreso i contatti con il mondo: prima con le persone in carne ed ossa (hanno la precendenza, no?) e poi anche con queste pagine di diario virtuale!
Ora cerherò di superare il timore di scrivere cose poco interessanti, e mi limiterò ad assecondare un puro e mero bisogno di dire a qualcuno o qualcosa ciò che mi passa per la mente!! ed i lettori che non si slogheranno la mascella per gli sbadigili causati dai miei interventi spesso chilometrici e non si lasceranno scoraggiare dalle pause...di riflessione (!) saranno un po' per me come una propaggine di coscienza e potranno magari aiutarmi a sbrogliare i miei confusissimi pensieri!! o semplicemente condividere con me gioie e tristezze...
Insomma: meno rimuginazioni e più azioni di apertura al mondo sarà il mio slogan per la vita futura!!!!
Trema web......sono tornaaaaataaaaaaaaaaaaaaaaaaa! November 26 Notti bianche24/11/07 ore 23:30
Mi sono chiesta più volte che effetto faccia ai personaggi ancora viventi assistere alla rappresentazione di una loro biografia drammatizzata… ora posso dire di intuirlo… Stasera sono andata a vedere al teatro Abeliano lo spettacolo “Notti Bianche” tratto da un omonimo romanzo di Dostoewskij, riadattato per il teatro ed interpretato da Flavio Albanese, con musiche di un terzetto “jazz” (composto da Vincenzo Bardaro, Daniele Cappucci e Alberto Parmigiani). Fin qui tutto normale, anzi, ad essere veramente onesta, quando sono andata a comprare il mio bravo biglietto ridotto (viva l’Università, e viva i teatri che riconoscono a noi studenti il diritto ad uno sconto!!) non sapevo neanche di cosa trattasse tale spettacolo, ma non l’avrei perso per nulla al mondo per il solo fatto che l’interprete fosse lui, Flavio… quando mi sono seduta sulla mia poltroncina (rigorosissimamente in prima fila, come quell’altra volta, al Piccinni, quando ho visto recitare Albanese nel Bugiardo di Goldoni) qualcosina in più la sapevo grazie al volantino dello spettacolo, sapevo per esempio il sottotitolo: Concerto per un Sognatore (nulla di più invitante per chi ha come nick Skydreamer, ovvero sognatrice del cielo – con tutti i significati che vorrete o potrete individuare…) e che parlava di Amore. Il resto è stata pura folgorazione, dal momento in cui le luci si sono spente e lui è entrato in scena ed ha iniziato a parlare, nulla del mondo caotico là fuori è più esistito per me! A prescindere dalla straordinaria bravura di Flavio Albanese, dalla sua stupefacente abilità di dare voce, sentimento, vita e carne a tutti i protagonisti della vicenda, dalla sua magica capacità di far sorridere anche nei momenti più profondamente emozionanti e tristemente malinconici, al di là di tutto ciò (che non per dire, ma non è assolutamente poco, ed è ciò che ha incollato alle poltrone in religioso silenzio per due ore il pubblico, vociante e distratto prima della sua apparizione, pubblico che non si era nemmeno accorto che veniva diffusa la narrazione di un’intervista fatta allo stesso Dostoewskij, intervista che, grazie all’incessante brusio della platea, non ho potuto neanche io ascoltare…), al di là dell’emozione puramente spettatoriale per una rappresentazione bella, ben pensata ed ancor meglio interpretata, lo shock più grande per me è stato ritrovarmi di fronte ad uno specchio che per tutto lo spettacolo mi ha riproposto la mia vita fino ad ora… in versione maschile, certo, ma questo faceva ben poca differenza… ogni parola da me ascoltata questa sera, se fossi stata dotata dal Cielo della stessa bravura nella scrittura di Dostoewskij (magari… non mi limiterei a scrivere in un blog in tal caso…), l’avrei adoperata per descrivere il mio vivere, il mio sentire, il mio emozionarmi, il mio amare fino a questa sera!! È stata l’emozione più grande della mia vita: vedere il mio attore preferito interpretare per me seduta in prima fila (e per tutti gli altri, si certo… ) quello che potrebbe benissimo essere definito il mio alter ego letterario! In più punti mi sono ritrovata quasi a piangere delle sue vicende (o delle mie….di entrambe!) o ad annuire tristemente ben comprendendo cosa dovesse passare per l’animo del protagonista di fronte a certi atteggiamenti della ragazza che incontra in una sera stellata sulle rive di un canale e che gli segna l’esistenza con un attimo di felicità ed un abisso di malinconico rimpianto. Non posso qui descrivere la storia… è troppo complesso riportare la vicenda, e le riflessioni sottese, ed i parallelismi con la mia vita che inevitabilmente mi si sono affacciati alla mente mentre sempre più rapita guardavo lo spettacolo giungere alla sua inevitabile conclusione… Alla fine mi sono ritrovata nella luce rinnovata della platea a fine spettacolo con lo sguardo perso ed un sorriso di indicibile gioia, emozione, commozione, meraviglia che aleggiava sulle mie labbra. Dovevo avere ancora un’aria un po’ persa quando Flavio Albanese è uscito nel foyer… perché mi ha guardata con una strana espressione, a metà fra il perplesso ed il curioso! Sta di fatto che credo abbia colto i miei complimenti ed i miei ringraziamenti per le emozioni regalatemi più dal mio sguardo che dalle mie sconclusionate parole balbettategli quando mi si è avvicinato per indagare sull’identità della strana ragazza che lo guardava fisso da dieci minuti parlare con gli altri, senza muoversi e senza dar segno di avere la volontà o la forza di fare un solo passo verso di lui! L’altra volta era andata un po’ meglio: dovevo gestire “solo” l’emozione di potergli finalmente parlare dopo aver tanto desiderato di incontrarlo di persona, ed ero perfino riuscita a comunicargli la mia ammirazione per la sua coraggiosa scelta di abbandonare il cinema e la televisione per dedicarsi al teatro! Stavolta però sono assolutamente decisa a informarmi con cura sui suoi corsi di recitazione qui a Bari per poterli seguire!! L’altra volta ero più piccola, non avevo l’appoggio di una casa a Bari, stavo già seguendo un corso di recitazione…insomma, allora mi sono lasciata sfuggire questa opportunità, questa volta no! Farò tutto il necessario per darmi un’opportunità di apprendere da lui almeno un pochino della sua straordinaria arte recitativa!!! E con questo buon proposito vado a letto, anche se dubito, con le emozioni di questa sera che ancora mi agitano e scombussolano, di riuscire presto a trovare la via che porta al paese di Morfeo!!
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