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August 25 OtelloUltimamente andare a teatro sta diventando per me fonte di incredibili avventure! forse perchè mi cimento in ardimentose trasferte in paesi non proprio noti a me ed al piccolo navigatore presente fra i miei neuroni! e così ieri sera, coinvolgendo i miei due soliti amici (buoni e pazienti con una patitaccia di cinema e teatro come me...meritano una medaglia!), mi sono improvvisata esploratrice e mi sono spinta fino ai confini dell'ignoto: Bitritto!! ebbene sì, 40 km circa con la mia fedele Micretta nel bel mezzo del traffico da bollino rosso della statale 16 direzione nord per via dei ritorni dalle ferie d'agosto !! con tanto di disavventura al distributore di benzina che voleva fr...ehm...sgraffignarmi 20 euro! Ma alla fine l'ho avuta vinta io e con ben dieci minuti d'anticipo siamo riusciti a piazzarci nella piazza Leone di fronte al palco (solo posti in piedi of course, ma piccoli sacrifici si fanno volentieri per una buona cosa come uno spettacolo teatrale che prevedevo essere meritevole, e poi fortuna ha voluto che qualche posto si liberasse nel corso dello spettacolo, così ho potuto godermi l'ultima parte comodamente seduta in prima fila!) La prima meraviglia dello spettacolo è stata proprio la vista del palco: immaginate una piccola piazzetta, circondata da antichi palazzi ed il fianco della chiesa madre in austero stile romanico, illuminata con le tenue luci arancioni che ultimamente caratterizzano i nostri centri storici ed esaltano la bellezza della nuda pietra. Nel mezzo della piazza, circondate da due ali di sedie, c'erano 3 pedane separate: due, quelle laterali, più alte e quadrate, mentre quella centrale, più bassa, era una lunga passerella; tutte erano munite di scale che, separate fra loro da tratti di selciato, garantivano continuità alla scena. Appena ho visto la strana forma del palco su cui si sarebbero svolti gli avvenimenti del Moro di Venezia ho subito compreso che gli attori avrebbero letteralmente passeggiato a due passi dal pubblico e la cosa mi ha entusiasmato! Prima di passare alla recensione vera e proprio occorre una premessa per spiegare perchè mi sia accollata 40 km di strada per vedere questo spettacolo! La motivazione principale (oltre al fatto che l'Otello è sempre l'Otello) è stata la certezza di assistere ad una rappresentazione di prima qualità! come potevo saperlo? beh...garanzie totali non ne avevo, ma l'aver già visto l'Otello messo in scena da questa stessa compagnia (l' "Alfredo Vasco") sei anni fa e il ricordare con gran piacere quello spettacolo, mi dava una certa tranquillità! tale da farmi da garante anche di fronte ai miei due amici un po' timorosi al cospetto di un mostro sacro come Shakespeare (tristemente relegato dal comun dire a quel genere di teatro etichettato come "pesante"...sob che tristezza...) E devo dire che le mie attese non sono state affatto disilluse, pur essendomi trovata di fronte una compagnia quasi del tutto rinnovata...con sorpresa! :) ma di questo parlerò dopo! Seconda meraviglia: lo spettacolo tutto! L'ora e mezza circa (tocco di campana più, tocco di campana meno...) intercorsa tra l'apparizione del viscido Iago, già tutto preso nei suoi intrighi a spese di Otello in compagnia dell'ingenuo Roderigo e la morte del Moro, culmine e conclusione di tali macchinazioni macchiavelliche, per il pubblico sono state un viaggio nel tempo, e nemmeno l'opera di disturbo operata da alcuni poco colti (e soprattutto ben poco educati) individui di passaggio ha potuto spezzare la magica atmosfera! Venezia e Cipro sono rivissute, con le loro terribili passioni ed indimenticabili personaggi, nella piazzetta di Bitritto, ed il caloroso applauso che alla fine ha accompagnato gli attori ha testimoniato l'entusiasmo suscitato nel pubblico dalla rappresentazione! e davvero c'è stata viva partecipazione tra gli spettatori: ogni apparizione di Iago era segnata da mormorii sempre più ostili e l'acme del dramma, l'uccisione di Desdemona ad opera di un Otello ormai folle di gelosia, così come il momento in cui la verità sull'innocenza della giovane veneziana emerge con tutta la sua drammaticità sono stati accompagnati da un silenzio commosso. Merito di tale successo va a tutti gli interpreti, che hanno saputo mantenere un'alto grado di concentrazione, nonostante la notevole vicinanza del pubblico (cosa che vi posso garantire non mette propriamente a proprio agio chi recita!) e che hanno trasmesso un'incredibile vibrazione emozionale per tutto lo spettacolo! Ma un grande applauso va ai tecnici, autori di quello che ai miei occhi è stato un vero miracolo: un'amplificazione perfetta!! con una resa all'aperto che mai avrei creduto possibile, tanto da far dimenticare la presenza stessa dei microfoni (tranne magari quando i personaggi si abbracciavano, ed allora era inevitabile avvertire il fruscio degli abiti) Vorrei in modo particolare sottolineare la bravura di Angelo Tanzi, interprete di uno Iago davvero vivido...ed odioso! Fin dalle prime battute sono rimasta affascinata dalla sua voce, perfettamente impostata e dosata, tanto che sia io che Alessio abbiamo pensato potesse aver avuto esperienze nel campo del doppiaggio! In più per "conquistare" me, ha in realtà dovuto fare doppio lavoro, perchè sei anni fa ero rimasta folgorata dall'interpretazione di un altro attore: Giuseppe Maradei e temevo sinceramente di ritrovarmi a porli a confronto...invece questo non è avvenuto, e per tutto lo spettacolo davanti ai miei occhi c'era semplicemente Iago. La "sorpresa" invece mi è arrivata dal personaggio di Roderigo! Fin dalla prima scena c'è stato in lui qualcosa che mi suonava estremamente familiare, un non so che di già visto e...conosciuto che mi ha spinto a sorridere delle trovate per rendere questo personaggio particolarmente goffo, impacciato ed ingenuo ed a seguire con attenzione le mosse del suo interprete (che tra l'altro dava voce e corpo, in modo del tutto differente, con cambi d'abito alla velocità della luce per giunta - complimenti! - anche al Doge di Venezia). Il sospetto che potesse essere un attore che avevo già avuto la fortuna di conoscere abbastanza bene durante uno stage mi ha sfiorata, ma la mia memoria, si sa, ogni tanto mi gioca strani scherzi, e così ho continuato a scervellarmi ed a dirmi: è lui o non è lui? dubbio che mi sono dovuta tenere fino al dopo spettacolo! Difatti terminata la rappresentazione e raccolti gli entusiasti commenti di Alessio (come sono contenta quando il teatro coinvolge davvero anche chi mi accompagna!!) mi preparavo a portare i miei complimenti a tutti gli interpreti, quando la mia mano ha scoperto una terribile assenza nella mia borsetta! il portafogli? noooooo! peggio: ho scoperto di non avere neanche un fogliettino di carta!! E' nato così il simpatico siparietto che mi ha visto chiedere ad una non poco sorpresa signora seduta sull'uscio di casa propria un foglio di carta! fortuna ha voluto che mi imbattessi in persone davvero cortesi e gentili che mi hanno procurato un eccellente foglio di quaderno!! dopo essermi profusa in ringraziamenti, mi sono piazzata all'agguato!! eheh ormai sono un'esperta! tanto che sono riuscita anche ad acchiappare davvero al volo il giovane interprete di Cassio (il cui nome purtroppo, nonostante l'autografo, ignoro del tutto...spero però a breve di recuperare i nominativi dell'intero cast e di postarlo per sopperire a tale mancanza!) E' stato bello trovare ancora una volta una compagnia sorpresa e anche un po' imbarazzata dalla mia richiesta di autografi! mi ha fatto davvero fare un tuffo nel passato, ai tempi del teatro per la scuola, quando qualcuno è anche arrivato a mandarmi letteralmente a quel paese, pensando che io li stessi prendendo per i fondelli!! Solo che gli anni che passano portano in dono un po' più di sicurezza in se stessi, così sfoggiando la mia buona faccia tosta, uno dopo l'altro ho fermato tutti per il mio autografo ed i complimenti ( beh, quasi tutti, mi scuso con l'interprete di Bianca, ma mi è davvero sfuggita...) e l'aver detto al capo compagnia, Alfredo Vasco in persona, di aver già visto il suo Otello sei anni fa mi ha anche fruttato due bei bacioni sulle guance! :D Ma il massimo l'ho dato proprio con l'ultima mia "preda", che il caso ha voluto fosse proprio il misterioso ( per me) interprete di Roderigo!! difatti grazie ad un divertente scambio di battute a tre (si era avvicinato infatti anche Angelo "Iago" Tanzi) sono riuscita a portare il discorso sulla familiarità che aveva per me il suo volto, fino alla sfacciatissima richiesta di dirmi il suo nome per aiutare la mia memoria...e sì!! era proprio Dino Parrotta!!! e mi era così ben familiare perchè tre anni fa avevo seguito un suo stage sull'arte dei Buffoni medievali, culminato in un piccolo, ma intenso, spettacolo durante una rievocazione storica a Putignano! è stato davvero un piacere scambiare con lui due chiacchiere quella sera!!! E così sono tornata a casa contenta e soddisfatta!! con l'umore a mille ed un sorrisone che mi collegava in via diretta le due orecchie!!!! E allora grazie a tutta la compagnia "Alfredo Vasco" per le belle emozioni, durante e dopo lo spettacolo (soprattutto per non avermi mandato male!), ma grazie soprattutto ad Alessio e Daniele, i miei cavalieri, che mi hanno assecondato in questa piccola follia!! ah che farei senza di voi! :* August 24 Le Cronache di Narnia: Il principe Caspian
A questo punto, cari lettori, chi non l'abbia ancora visto e non abbia letto il libro a cui il film si ispira si fermi a questo paragrafo, in cui affermo che il film ha un gran bel ritmo, bella fotografia e splendide ambientazioni e che i nostri cari compaesani Castellitto e Favino fanno la loro bella figura nel cast internazionale e tra mille effetti speciali! Perchè non potete proseguire? perchè i commenti che seguono riguardano strettamente la trama, e non voglio rovinarvi il gusto (come ho fatto con il mio pazientissimo amico!!! a dire il vero al cinema ci sono andata con 2 carissimi amici, ma l'altro, almeno al primo tempo era a debita distanza ed ha così evitato i miei commenti in diretta! :D)
Bene...ed ora veniamo al sodo! Per poter scrivere questa recensione sono dovuta andare un'altra volta a vedere il film, perchè alla prima visione la totale distorsione degli eventi della storia narrata nell'omonimo libro mi aveva sconvolta e disorientata a tal punto che sono uscita dal film con la vaga idea di aver visto un film che nel complesso funzionava, ma che non ero riuscita a cogliere appieno! Difatti la prima volta appena il film è iniziato, con la nascita dell'erede del terribile sovrano Mizar (interpretato da un Castellitto castellano scuro e cupo che di più non si può!) e la conseguente fuga per salvarsi le penne del principe Caspian (un po' cresciutello ad onor del vero, ma pazienza) ho pensato: ah ecco iniziano direttamente da là...beh dai serve per entrare già nell'atmosfera Telmarina. I "mah" sono iniziati subito dopo: corsa a capicollo nella foresta, caduta e incontro con i primi Narniani, ovvero con i due nani e...ma che fa??? suona il corno magico?!?!?!?!? di già??? ma non capita moooooooooolto ma moooooooooolto ma moooooooooooooooooooooooooolto dopo?? mah...e poi il nano rosso che combatte contro i Telmarini...'sta cosa mica me la ricordavo nel libro...sarò io ad avere vuoti di memoria! Cmq cambio di scena: Londra (mmm...londra, londra...chissà perchè la mia memoria mi suggeriva una stazioncina isolata di campagna...vabbè dai fà più scena così...)...piccole scene di vita quotidiana di studenti nell'immediato dopo guerra (con ancora sacchi di sabbia intorno alle statue ed all'ingresso della metropolitana...ah ecco in cosa si è trasformata la stazioncina! ah il progresso, che bella cosa!) e poi sulla panchina in attesa del treno finalmente la chiamata: si torna a Narnia!!! Bellissima la spiaggia dorata (fa davvero venir voglia di sguazzare nell'acqua limpida: la Nuova Zelanda colpisce ancora!) però poi in soli dieci minuti (o meno), dimostrando un'intuizione davvero mostruosa, i nostri quattro scoprono: di essere su un isola, le rovine in cima all'isola, che le rovine sono Cair Paravel, che quindi sono a Narnia, ma dopo centinaia di anni (avranno visto Lost e si saranno abituati alle associazioni di idee rapide anche se improbabili a rigor di logica!!)inoltre accedono alla sala del tesoro e si rivestono da re e regine di Narnia (dieci minuti scarsi nel film, un giorno e mezzo nel libro...siamo nell'era della velocità!) Intanto il nano Trumpkin ha l'inedito onore di incontrare Miraz (che qui cmq non è re, eh! non fatevi strane idee lettori del libro! è solo un semplice governatore, con molte ambizioni), viene usato per convincere il consiglio dei Telmarini alla guerra e poi si prepara ad essere gettato in acqua (aaaah ecco come si arriva a questo topico momento...beh dai hanno risparmiato un bel po' di strada all'eroico nano!). Momento di fedeltà letterario: Susan e gli altri salvano il nano dall'annegamento, anche se questi non si rivela molto riconoscente. Fine del momento di fedeltà letterario. Infatti anche il nano dimostra una capacità intuitiva straordinaria e già alla seconda occhiata capisce di avere davanti i Re e le Regine dei vecchi tempi!! però! (se vado avanti così faccio la cronaca del film...vabbè, mi limito ai momenti salienti!) Il viaggio da Cair Paravel alla Casa di Aslan dei quattro Pevensie + nano è stato notevolmente mutilato, specie per quanto riguarda l'importantissima presenza di Aslan (che nel film fa capolino solo una volta ed in sogno per di più, con buona pace del messaggio: chi ha fede viene ricompensato e può vedere la salvezza nei panni del Grande Leone...amen), completamente stravolto è l'incontro del principe Caspian con gli abitanti della vecchia Narnia, così come il suo incontro con i Pevensie (che viene enormemente anticipato e per via di questo tutta la trama ha preso una diversa via rispetto al libro!). I momenti in cui sono davvero sobbalzata sulla poltrona sono stati: la battaglia al castello di Miraz (del tutto assente nel libro, e, se si esclude l'indubbia spettacolarità, del tutto gratuita, anzi forse fin troppo drammatica, tale da appesantire ulteriormente l'atmosfera già cupa del film...poco per bambini, decisamente, anche se la scena dalla grata che si chiude mi ha ricordato per un attimo il cartoon Disney Robin Hood, ma lì non si faceva male nessuno), il tentativo di evocare la Strega Bianca, che nel libro è il vero momento di incontro tra Caspian e Peter e che qui invece li vede entrambi cadere in tentazione (orrore e raccapriccio!) e la missione solitaria di Lucy per raggiungere Aslan (necessaria visto il totale stravolgimento della trama a questo riguardo, ma il fatto che Peter, Edmund e Susan nel film non hanno mai visto Aslan, il suo ritardo nell'intervento durante la battaglia sembra quasi un capriccio, visto che non c'è nemmeno più l'attraversamento del paese per "affrancare" un po' di persone e la distruzione del ponte - che invece avviene dopo, all'arrivo delle truppe di Miraz in fuga). Mi sono poi ritrovata a pensare che la pseudo cotta tra Caspian e Susan si poteva anche evitare...ma vabbè...so' ragazzi e un po' di romanticismo da qualche parte andava pure messo... Smettendo per un attimo di essere una purista, devo dire che il maggior spazio riservato ai "cattivi", i Telmarini,
Tirando le somme: 'sto film mi è piaciuto sì o no? Bella domanda... diciamo che se dimentico di aver letto il libro, allora sì, il film mi ha preso, le scene sono avventurose e di cappa e spada come piace a me, l'ambientazione immerge davvero in un mondo magico e antico e non ci si accorge del passare del tempo sulle poltrone del cinema! ciò non significa però giustificare lo scempio compiuto ai danni della trama originale, vuol solo essere un modo per salvare il salvabile e dare a Cesare ciò che è di Cesare. July 21 Napoli? E' qui...Per mesi siamo stati bombardati via tv di immagini di rifiuti per le strade, cassonetti dati alle fiamme e operazioni di raccolta dell'immodizia inefficiente in Campania. Ora che lì la situazione parrebbe risolta (anche se, secondo me, si è messa solo una pezza ad un sacco troppo pieno che presto esploderà di nuovo!) chi avesse nostalgia di quei panorami non ha che da farsi una passeggiata nelle campagne dove vivo... Ogni sacrosanto anno, puntuale come un orologio svizzero arriva la bella stagione, e con essa orde (si si,orde, come quelle barbariche per intenderci!) di villeggianti... l'economia di Polignano certo ringrazia (o almeno credo), ma noi residenti non riusciamo proprio a rallegrarci della convivenza con tali...signori! Perchè? Date un'occhiata a queste immagini e capirete!! Questa foto risale a qualche anno fa, ma non ha importanza: ogni giorno qui la situazione è identica! anzi, peggio!! con la massa di buste che blocca completamente ogni accesso ai bidoni persino a chi vorrebbe davvero essere civile e buttare la propria immondizia negli appositi cassonetti!! Come diamine possiamo ritenerci un popolo civile se villeggiatura diventa sinonimo di immondezzaio?? si, perchè questa...gente (cittadini in genere) a casa propria è perfettamente civile, proprio gente a modo, ma chissà per quale incredibile fenomeno soprannaturale appena si mettono in ferie e si trasferiscono qui nella campagna della provincia, subiscono un processo di regressione all'epoca primitiva e diventano inquinatori irresponsabili e cafoni! e guai a tentare di far notare, gentilmente ed educatamente, che non è propriamente il caso di gettare per terra le buste dell'immodizia quando ci sono due cassonetti a disposizione (generalmente vuoti o quasi...)! chi ci ha provato si è sentito aggredire con frasi del tipo: come si permette lei di dirmi cosa devo fare! o: se ne vada o la denuncio! LA DENUNCIO?!? ma vi denuncerei io, razza di ipocriti! ma dove credete di essere? solo perchè qui non girano vigili urbani come in città pensate di poter fare i comodi vostri? o perchè non siete a casa vostra ve ne fregate di sporcare?? Restare per mezza giornata ad osservare l'andirivieni di costoro porta alla visione di ben strani spettacoli: sono stati escogitati i mezzi più originali per ridurre al minimo lo sforzo all'atto di gettare l'immondizia... Ci sono quelli che tengono la mano fuori dal finestrino della macchina con sospesa la busta, per poi lanciarla quasi in corsa verso i bidoni, ma davvero meritevoli di qualche premio all'inventiva sono quelli che pongono la busta sul cofano della macchina, quando poi giungono davanti ai cassonetti frenano di colpo, la busta cade e loro tutti contenti e soddisfatti riprendono la loro strada! Originale non trovate? Immaginate che vuol dire avere sempre cumuli di buste di immondizia quasi davanti il cancello di casa? cercherò di farvene un quadro esauriente: 1) Estetica: vi pare bello come panorama? ma questo sarebbe il meno... 2) Puzza: tutta quell'immondizia sotto il sole dà luogo a fenomeni di fermentazione che portano allo sprigionarsi di fetori degni dell'inferno!! 3) Insetti: naturalmente i simpatici animaletti a 6 od 8 zampe esultano del festino che questi gentili signori preparano per loro! e così imperano mosche, vespe, zanzare, ed altri ancor meno simpatici insetti... 4) Cani, gatti e topi: no, non parlo delle avventure Tom e Jerry...parlo della popolazione di animali randagi e selvatici che risiedono ormai fissi nei pressi dei cassonetti. E finchè son gatti, pazienza, almeno riducono il numero dei topi che se no, con tutte quelle buste di cibo, crescerebbe in modo esponenziale! ma quando si aggiungono bande di cani randagi i disagi aumentano notevolmente: prima di tutto i cani strappano le buste e seminano il contenuto in ogni dove, e poi costituiscono essi stessi un pericolo per chi si avventuri a piedi o in bici da quelle parti! Noi residenti abbiamo tentato ogni mezzo ed intermediazione per migliorare un po' la situazione, ma forse l'unica soluzione sarebbero delle telecamere fisse per cogliere sul fatto questi incivili e cominciare a far fioccare un po' di multe!!!! Pensavo di scrivere un intervento ironico e distaccato, ma la rabbia ha preso il sopravvento...provate però a mettervi nei miei panni: dover convivere con questo schifo ogni giorno tira veramente fuori il peggio di una persona!! Mi piacerebbe davvero che qualcuno di coloro che scambia il rilassamento delle vacanze con un'autorizzazione a fare i comodacci propri in casa d'altri leggesse questo mio sfogo...chissà che non gli rimorda un filino la coscienza e che la prossima volta che si recherà in vacanza magari ci pensi su due volte prima di buttare una busta per terra... July 17 Tempo e silenziQuasi otto mesi che non scrivo più nulla...
Chi magari mi ha conosciuto solo per le pagine un po' deliranti di questo mio blog già piuttosto incostante di sua natura, mi avrà dato per dispersa...in mare vista la mia vicinanza geografica al blu elemento!! invece il mare non sono ancora andata a salutarlo quest'anno....ma questo è un altro discorso!
Perchè non ho scritto?
Ipotesi 1) non ci sono state più emozioni abbastanza forti da meritare di essere narrate.
Mmmm.....no, direi di no! le emozioni in questi mesi non sono mancate! mi accorgo ora di non essermi mai sbilanciata troppissimo sulla mera cronaca della mia vita, d'altronde pensavo: a chi mai interesserà la vita semi-banal-normal-routinaria di una 23enne della provincia del sud italia? e invece buona parte delle emozioni degli ultimi mesi sono proprio legate a quella fetta di vita di cui non ho mai o quasi mai parlato qui in rete!
Ad esempio: il 4 dicembre 2006 ho iniziato il servizio civile (progetto "Conoscere i boschi, prevenire gli incendi", promosso dalla provincia di Foggia e svolto presso la polizia provinciale qui a Bari). E' stata una strana esperienza... non del tutto gratificante da un punto di vista meramente "lavorativo" (e non ho tempo e voglia di spiegare in questa sede il perchè...tanto chi ha condiviso con me quei mesi sa bene a che mi riferisco...gli altri.......beh gli altri si terranno la curiosità, oppure potrebbero chiederedelucidazioni! chissà che queste pagine non si animino di qualche commento in più! e forse riaprirò il cassetto della memoria in un post sulle promesse da marinai della pubblica amministrazione!), ma che mi ha fatto rivedere alcune mie priorità nella vita e che nei mesi successivi la sua fine mi ha donato alcune amicizie speciali!
E poi ci sono state le mille vicissitudini, inquietudini e soddisfazioni e dubbi sul cambio di facoltà! Ora siamo alla fine del mio primo anno ufficialmente dedicato alla biologia, l'anno prossimo sarò iscritta al terzo anno della laurea triennale in Biologia Cellulare e Molecolare (ebbene sì. 4 anni di chimica non sono stati del tutto buttati via, ma mi hanno consentito l'iscrizione diretta al 2° anno!! è una mia fissazione questa: anche all'inizio inizio del mio ciclo di studi sono entrata direttamente in una seconda: seconda elementare a 6 anni dopo l'esame di primina! :D chissà mai che mi porti fortuna questa reiterazione di salti! eheh) e, sebbene la cosa mi appaia strana e utopica dopo tutti questi anni di progetti sfumati, di questi tempi l'anno prossimo starò seriamente adoperandomi per la tesi! pauuuuuuraaaaaaaa!
Tra l'edificio di Biologia e quello di Botanica quest'anno ho abbondantemente vagato, tra lezioni ed esami del primo e del secondo anno (per tacere dei pellegrinaggi senza fine alla segreteria...ma anche questo argomento andrebbe nel suddetto topic sulla pubblica amministrazione...mmmm....mi sa che lo scriverò sto benedetto intervento!!!), e molte amicizie e conoscenze si sono aggiunte così alla mia vita.. è fantastico girare per i corridoi e salutare ed essere salutata da persone di tutte le età e di tutti gli anni di iscrizione!!! mi sembra davvero di essere a casa!! e se all'inizio l'idea di frequentare con ragazzi più piccoli di me mi inquietava un po', ora fatico a ricordarmi di essere una vecchiettina e mi sono lasciata totalmente coinvolgere dal loro fresco e nuovo entusiasmo! quindi: ragazzi (e ragazze of course) grazie di cuore!!
E come tralasciare la parrocchia di Santa Rita con i bambini dell'oratorio, i ragazzi delle catechesi, le suore, Don Mimmo....e la combriccola del gruppo Monfortano sparsa per tutta Italia e le emozioni fortissime di Lourdes la scorsa estate..........
E ancora l'aver vissuto due anni a Bari, condividendo il nostro piccolo appartamente in sei, ognuna con la sua storia, il suo cammino, i suoi studi, le sue paranoie...ma tutte capaci di rispettare le dure leggi della convivenza e di trarre dalle altre ragazze preziosi insegnamenti!! ora siamo in sfratto...ma spero davvero che possiamo trovare una soluzione, ancora tutte insieme!
Insomma...emozioni non sono certo mancate! Anche del genere che normalmente riportavo su queste pagine: teatrali ed artistiche in generale. Su tutte l'avventura della trasferta milanese per andare a vedere la "Divina Commedia: l'Opera" con l'eccezionale Vittorio Matteucci!
Ma allora perchè non ho scritto?
Ipotesi 2) non avevo voglia di parlarne
Ok, ma perchè? (mi sento una bimba di tre anni, ma se non faccio così con me stessa non ne vengo a capo!)
Forse in un primo momento perchè sono successe così tante cose, e mi sono sentita così viva che mi sembrava riduttivo riferire quelle emozioni di vita vera e vissuta sulle pagine fredde (seppure colorate con i colori dell'estate) di un blog...
Poi ci sono stati i periodi di frenata: difficoltà, momenti bui costellati da paure e depressioni, l'incertezza sul futuro, su me, su me in rapporto agli altri....insomma le mie solite paranoie che a targhe alterne mi vengono a trovare! ed ero troppo impegnata a chiudermi a riccio per sfogarmi, anche su internet.
Poi finalmente uno ad uno, pazientemente (e grazie alla pazienza di chi mi è rimasto accanto nonostante l'umore da licantropo!) ho dipanato i nodi che avevo stretto intorno alla mia vita e ho ricominciato a respirare liberamente!!!
Così ho ripreso i contatti con il mondo: prima con le persone in carne ed ossa (hanno la precendenza, no?) e poi anche con queste pagine di diario virtuale!
Ora cerherò di superare il timore di scrivere cose poco interessanti, e mi limiterò ad assecondare un puro e mero bisogno di dire a qualcuno o qualcosa ciò che mi passa per la mente!! ed i lettori che non si slogheranno la mascella per gli sbadigili causati dai miei interventi spesso chilometrici e non si lasceranno scoraggiare dalle pause...di riflessione (!) saranno un po' per me come una propaggine di coscienza e potranno magari aiutarmi a sbrogliare i miei confusissimi pensieri!! o semplicemente condividere con me gioie e tristezze...
Insomma: meno rimuginazioni e più azioni di apertura al mondo sarà il mio slogan per la vita futura!!!!
Trema web......sono tornaaaaataaaaaaaaaaaaaaaaaaa! November 26 Notti bianche24/11/07 ore 23:30
Mi sono chiesta più volte che effetto faccia ai personaggi ancora viventi assistere alla rappresentazione di una loro biografia drammatizzata… ora posso dire di intuirlo… Stasera sono andata a vedere al teatro Abeliano lo spettacolo “Notti Bianche” tratto da un omonimo romanzo di Dostoewskij, riadattato per il teatro ed interpretato da Flavio Albanese, con musiche di un terzetto “jazz” (composto da Vincenzo Bardaro, Daniele Cappucci e Alberto Parmigiani). Fin qui tutto normale, anzi, ad essere veramente onesta, quando sono andata a comprare il mio bravo biglietto ridotto (viva l’Università, e viva i teatri che riconoscono a noi studenti il diritto ad uno sconto!!) non sapevo neanche di cosa trattasse tale spettacolo, ma non l’avrei perso per nulla al mondo per il solo fatto che l’interprete fosse lui, Flavio… quando mi sono seduta sulla mia poltroncina (rigorosissimamente in prima fila, come quell’altra volta, al Piccinni, quando ho visto recitare Albanese nel Bugiardo di Goldoni) qualcosina in più la sapevo grazie al volantino dello spettacolo, sapevo per esempio il sottotitolo: Concerto per un Sognatore (nulla di più invitante per chi ha come nick Skydreamer, ovvero sognatrice del cielo – con tutti i significati che vorrete o potrete individuare…) e che parlava di Amore. Il resto è stata pura folgorazione, dal momento in cui le luci si sono spente e lui è entrato in scena ed ha iniziato a parlare, nulla del mondo caotico là fuori è più esistito per me! A prescindere dalla straordinaria bravura di Flavio Albanese, dalla sua stupefacente abilità di dare voce, sentimento, vita e carne a tutti i protagonisti della vicenda, dalla sua magica capacità di far sorridere anche nei momenti più profondamente emozionanti e tristemente malinconici, al di là di tutto ciò (che non per dire, ma non è assolutamente poco, ed è ciò che ha incollato alle poltrone in religioso silenzio per due ore il pubblico, vociante e distratto prima della sua apparizione, pubblico che non si era nemmeno accorto che veniva diffusa la narrazione di un’intervista fatta allo stesso Dostoewskij, intervista che, grazie all’incessante brusio della platea, non ho potuto neanche io ascoltare…), al di là dell’emozione puramente spettatoriale per una rappresentazione bella, ben pensata ed ancor meglio interpretata, lo shock più grande per me è stato ritrovarmi di fronte ad uno specchio che per tutto lo spettacolo mi ha riproposto la mia vita fino ad ora… in versione maschile, certo, ma questo faceva ben poca differenza… ogni parola da me ascoltata questa sera, se fossi stata dotata dal Cielo della stessa bravura nella scrittura di Dostoewskij (magari… non mi limiterei a scrivere in un blog in tal caso…), l’avrei adoperata per descrivere il mio vivere, il mio sentire, il mio emozionarmi, il mio amare fino a questa sera!! È stata l’emozione più grande della mia vita: vedere il mio attore preferito interpretare per me seduta in prima fila (e per tutti gli altri, si certo… ) quello che potrebbe benissimo essere definito il mio alter ego letterario! In più punti mi sono ritrovata quasi a piangere delle sue vicende (o delle mie….di entrambe!) o ad annuire tristemente ben comprendendo cosa dovesse passare per l’animo del protagonista di fronte a certi atteggiamenti della ragazza che incontra in una sera stellata sulle rive di un canale e che gli segna l’esistenza con un attimo di felicità ed un abisso di malinconico rimpianto. Non posso qui descrivere la storia… è troppo complesso riportare la vicenda, e le riflessioni sottese, ed i parallelismi con la mia vita che inevitabilmente mi si sono affacciati alla mente mentre sempre più rapita guardavo lo spettacolo giungere alla sua inevitabile conclusione… Alla fine mi sono ritrovata nella luce rinnovata della platea a fine spettacolo con lo sguardo perso ed un sorriso di indicibile gioia, emozione, commozione, meraviglia che aleggiava sulle mie labbra. Dovevo avere ancora un’aria un po’ persa quando Flavio Albanese è uscito nel foyer… perché mi ha guardata con una strana espressione, a metà fra il perplesso ed il curioso! Sta di fatto che credo abbia colto i miei complimenti ed i miei ringraziamenti per le emozioni regalatemi più dal mio sguardo che dalle mie sconclusionate parole balbettategli quando mi si è avvicinato per indagare sull’identità della strana ragazza che lo guardava fisso da dieci minuti parlare con gli altri, senza muoversi e senza dar segno di avere la volontà o la forza di fare un solo passo verso di lui! L’altra volta era andata un po’ meglio: dovevo gestire “solo” l’emozione di potergli finalmente parlare dopo aver tanto desiderato di incontrarlo di persona, ed ero perfino riuscita a comunicargli la mia ammirazione per la sua coraggiosa scelta di abbandonare il cinema e la televisione per dedicarsi al teatro! Stavolta però sono assolutamente decisa a informarmi con cura sui suoi corsi di recitazione qui a Bari per poterli seguire!! L’altra volta ero più piccola, non avevo l’appoggio di una casa a Bari, stavo già seguendo un corso di recitazione…insomma, allora mi sono lasciata sfuggire questa opportunità, questa volta no! Farò tutto il necessario per darmi un’opportunità di apprendere da lui almeno un pochino della sua straordinaria arte recitativa!!! E con questo buon proposito vado a letto, anche se dubito, con le emozioni di questa sera che ancora mi agitano e scombussolano, di riuscire presto a trovare la via che porta al paese di Morfeo!! May 24 Fight Club23 mag. 07 ore 22:35
Davvero, è la prima volta che succede: finisco di vedere un film e sono sconvolta, no, non sconvolta… di più…quasi impanicata, anzi totalmente impanicata! Ho le palpitazioni ed un senso di angoscia infinito… Il film in questione è Fight Club e mentre fuori dalla finestra il resto della città guarda la partita ed esulta o protesta o comunque interagisce con quei ragazzotti in pantaloncini e maglietta sudata io mi ritrovo con gli occhi spalancati ed il respiro mozzato. Spaventoso. Terrificante. Non ho termini nel vocabolario per definire le emozioni che questo film mi sta scavando dentro, avverto vagamente di aver assunto parte della sua filosofia nel tentare di descrivere quel che si agita dentro me dopo queste ore di visione. Anche se sono gli ultimi minuti quelli che ti fanno pensare: “Cavolo! Ma che succede?” e poi “No…non può…cioè…” e poi le parole se fermano, i pensieri si arrendono e resta solo lo sbigottimento più puro. Ok, tutta fantasia, bel lavoro di scrittura assurda… eppure c’è qualcosa che mi costringe a sentirmi direttamente chiamata in causa… perché tutti i casini vengono dal voler essere diversi da ciò che si è: più forti, più decisi, più padroni della propria vita… ma questo non dovrebbe essere niente di male: l’uomo è fatto per tendere ad un continuo miglioramento di sé…ok, ma chi sa definire il “miglioramento”, cioè, in genere sono ragionamenti che facciamo noi con noi stessi come auditorio e come giuria morale… e chiunque abbia visto questo film può capire come questo ragionamento basilare, da qualche minuto, va ad aggiungere angoscia all’angoscia… No, decisamente non è un buon film da vedere proprio quando si è appena deciso di mettere fine alla propria vecchia esistenza fatta di timori e ritrosie, per avventurarsi in una nuova dimensione dell’esistenza, votata all’insegna di sé e della propria imposizione al mondo! Ok ora vado a vedere l’esultanza di fine partita (per i pochi che come me non l’hanno vista e per le poche mosche bianche che non sanno cosa è successo mercoledì 23 maggio 2007: sto parlando della finale di champions appena finita, e a giudicare dai fuochi artificiali che sento esplodere là fuori, il Milan deve aver vinto…domandina: ma se il Milan perdeva come se li sarebbero pianti quei soldi investiti in fuochi d’artificio? Ah già…c’era sempre il capodanno…), poi ci dormo sopra e magari domani mattina questa esplosione di deliranti pensieri che sbocciano dal chiancone di panico che ho giusto giusto ad altezza sterno avranno ripreso la solita dimensione semi-normale.
P.s. mattina: si, l'effetto è un po' svanito,ma i motivi di riflessione restano molti... Su tutto: siamo davvero sicuri di conoscere noi stessi e i nostri desideri e le nostre volontà? Io non se sono così sicura: nell'ultimo periodo sto scoprendo un lato di me che davvero non mi aspettavo... per fortuna non soffro di insonnia! April 10 Quante scelte...Molti hanno eletto la primavera come stagione ideale per le "grandi pulizie"... Ebbene io ho preso il coraggio di fare un po' di pulizia nella mia straconfusissima vita e di dare una svolta a molte cose che non mi piacevano più!!
1. L'università:
Tre anni e mezzo a Chimica... escludendo i primi mesi di entusiasmo e buona volontà, e facendo capitolo a parte delle belle persone che ho avuto modo di conoscere proprio tra i banchi di questa facoltà, sono stati i tre anni e mezzo più brutti e penosi della mia vita!
Fin dai primi esami le difficoltà sono state enormi...ed io, in tutta onestà, alle difficoltà negli studi non ero affatto avvezza! E poi c'era proprio un'incompatibilità fra me e loro: le materie, i prof...tutto insomma! Tranne i laboratori, quelli si che mi piacevano...mah forse invece che il liceo classico dovevo fare un istituto tecnico...così almeno in mano avevo un dannato pezzo di carta utile per il lavoro...vabbè, recriminazioni inutili e parentesi ora un po' inopportuna! andiamo avanti!
Poi...l'illuminazione: le materie dell'ultimo anno, un po' più improntate sull'aspetto biologico mi hanno riavvicinato ad un modo più vasto di concepire la realtà, oltre l'invalicabile confine dell'infinitamente piccolo molecolare, territorio esclusivo di indagine per la chimica, e che mi stava decisamente strettino... e soprattutto quest'autunno l'incontro con l'amore della mia vita........la GENETICA!! (avete pensato male, eh...ghgh)
Insomma, molte lotte con i miei genitori e con me stessa per giungere all'agognata decisione: fare il trasferimento da chimica (bleah...) a biologia molecolare e cellulare (yuhhuuuuu!).
Così l'anno prossimo sarà una aspirante biologa...e spero così di ritornare a fare pace con il mio spirito cognitivo un pochino troppo inquieto (fosse per lui farei di tutto un po': un po' di materie scientifiche, ma non troppo matematiche, un po' di materie umanistiche, ma non troppo astratte...nulla, in definitiva ,di realmente utile per campà!!!)
2. Me
Qui si che il restauro era impegnativo...e ci sono riuscita.........non pensandoci troppo e senza rendermene conto!! Chissà, sarà questa quell'arcana cosa chiamata "crescita"? Beh se fosse così, direi... meglio tardi che mai!!! A quasi 22 anni c'era da perdere la speranza!!!!!!!
Non so esattamente che cosa sia cambiato in me... nè quando... ad ogni modo qualcosa dev'essere successo, perchè è cambiato il mio modo di affrontare le cose e perfino "gli altri" (quelle strane entità che mi ruotano intorno nel loro rispettivo bozzolo di vite e casini!) se ne sono accorti!
Ebbene si, qualcuno si è accorto della mia esistenza!!!! Miracolooooo!!
Ma questo argomento è talmente innovativo che merita un intervento a parte!!
3. Amore
Dopo anni di totale e assoluta fedeltà ad una persona (che poi nel frattempo sia stata effetivamente con un altro ragazzo, non conta, perchè il pensiero è sempre stato fedele solo a lui...) con cui non è mai iniziata una storia, ma a cui ero (e in fondo continuo ad essere...) legata da un filo molto spesso di affetto... ho accettato l'idea che tra noi non potrà mai esserci niente altro che amicizia, perchè la sua vita è destinata a più universali amori e poi... come potrei competere con Lui (si si, proprio "quel" Lui...il Capo, il Boss per eccellenza, insomma!)
Insomma ho rinunciato a sperare che il mio migliore amico possa un giorno diventare anche il mio ragazzo... ed ho interiorizzato l'idea che presto entri in seminario, digerendo (anche se a fatica...) anche la consapevolezza che questo lo porterà un po' lontano da me per un certo periodo di tempo, e che forse (ma spero davvero di no) la nostra amicizia non potrà più essere quella che è stata in questi fantastici anni! Cmq....grazie di esistere amico mio!
Bene...dopo questa sofferta accettazione mi sento più leggera... e pronta, ora si, a voltare pagina, guardarmi attentamente intorno e ...
Curiosi eh??
Vabbè, lo dico: ...e cercare una nuova vittima!
Scherzo!!! Mi limiterò a togliere un po' la combinazione al mio cuore!
February 08 Sconforto05/02/07
Foglio bianco (virtuale), lettere… bianche sul nero della tastiera di questo computer mio unico compagno questa sera… non sono sola in casa, ma le altre non mi raggiungono con i loro rumori di quotidianità, non stasera… musica a palla negli orecchi: non casuale, ma due romantiche canzoni dei Modà (Dimmi che non hai paura e Favola… quest’ultima un po’ inconsciamente colpevole del mio stato d’animo)… anzi, una sola canzona: favola. Belle le favole…finiscono sempre bene Io vorrei un lieto fine per una volta… una volta, non è molto…è 1…. Anche a lui piace la canzone. Lui… vorrei leggergli nel pensiero…non sarebbe tutto più facile così? e non venitemi a dire cavolate del tipo: ma poi la magia, l’attesa, dove finiscono la sorpresa, quel dolce palpitare?? ma quale dolce? è solo una morsa al cuore, un terrore terrore di sbagliare un’altra volta, come sempre, sempre sempre quanta voglia di piangere E’ la solita trappola, vero destinaccio infame e beffardo?? ci risiamo??? mi hai di nuovo fatto incontrare uno che mi è troppo simile perché mi passi inosservato, vero? così io ci casco con tutti e due i piedi e poi? sbatto contro quale muro stavolta?? l’indifferenza? il solito?? “siamo solo amici…” odio quella parola!! non amici: solo! io voglio un amico che mi ami, anche. Oppure stavolta si cambia? è la presa in giro che troverò?? lo sfottimento della mia ingenuità? dell’assurda idea che lui possa ricambiare? lui con te? che ridere…ahahahah…..ah già… non sarebbe poi una novità, solo un ritorno…non gradito
Vorrei - - essere più sicura di me - - fregarmene degli altri, ovvero non dipenderne - - non amare - - non amare se non sono ricambiata - - non amare prima di una dichiarazione scritta di lui - - amare dopo una dichiarazione scritta da lui - -amare…senza però soffrire sempre come un cane November 30 Il mondo al di sotto del metro e cinquantacinque...C’è gran fermento nell’opinione pubblica sui temi della discriminazione sessuale, fisica, sociale, razziale e religiosa… ma le discriminazioni sono in realtà innumerevoli e sempre prive di fondamento, eppure troppo spesso si nascondono agli occhi dei più, di quelli che non ne sono toccati e passano inosservate. Se non se ne parla, allora non c’è colpa… e tutto va tranquillamente avanti… Da quando è finito il mio periodo di crescita ed ho constatato che non sarei andata oltre il metro e cinquantuno di altezza (a meno di indossare vertiginosi tacchi, ma… vista la scomodità, ho stabilito con me stessa di farlo solo se ne vale davvero la pena…), ho fatto mio il motto: In botte piccola c’è il vino buono ed ho accettato la mia bassezza come parte del mio essere. Ma pare che in realtà dovrei crucciarmi e disperarmi della mia “terribile e limitante condizione”… eh già… perché pare che un buon numero di concorsi mi siano proibiti… Io studio per laurearmi in chimica e per un certo periodo mi aveva accarezzato l’idea di mettere le mie conoscenze a disposizione per la tutela della legge e magari entrare nella polizia scientifica o meglio ancora nei celeberrimi R.I.S.! La gran diffusione poi di serie televisive incentrate su tali professioni aveva ancor più acuito tale desiderio e mi ero convinta ad informarmi sulle vie per accedere a questi reparti della polizia e dei carabinieri. Ma… Ma per accedere a qualsiasi posto all’interno di una qualsiasi arma dell’esercito occorre possedere determinati requisiti fisici, tra cui la famigerata altezza minima di un metro e sessanta per le donne (minimo!)… Ho quindi dovuto assai tristemente accantonare i miei sogni e rassegnarmi a cercare altre vie per il mio futuro… Pur continuando a chiedermi a cosa serva l’altezza tra le quattro mura di un laboratorio di analisi… mah! Recentemente poi, quasi dimentica di questa disavventura, su consiglio di un’amica, ho cominciato ad informarmi per un concorso nelle ferrovie per il ruolo di capotreno… girovagando nel sito delle ferrovie di stato mi imbatto nella sezione sui requisiti fisici necessari per lavorare nelle FSE… e… sorpresa! Anche qui trovo come fattore limitante l’altezza! Si, perché non si può salire a bordo di un treno come personale di servizio se non si è alti almeno un metro e sessanta, ed anche rimanendo a terra non va molto meglio perché l’altezza minima richiesta ai capo stazione è di un metro e cinquantacinque!! Per tutti gli altri ruoli tecnici è richiesta una capacità visiva di 10/10 senza ausilio di lenti e così… eccomi tagliata fuori dalle ferrovie di stato peggio che se fossi un’appestata (con tutto il rispetto dovuto ai malati di peste, nulla di personale…) Ho cominciato così a riflettere… perché l’altezza è cos’ fondamentale? in ruoli e mestieri così diversi? Potevo ancora capire la necessità di una certa prestanza fisica per far parte di un’arma dell’esercito… ma sui treni?? L’unica risposta che trovo è: questione di immagine… Tristissimo… noi bassi siamo dei discriminati solo perché manchiamo di qualche centimetro rispetto… rispetto a che? alla media? o all’immaginario? ai modelli?? Non so… e il non trovare una motivazione logica mi fa arrabbiare non poco e mi rattrista al contempo… Tra un po’ che si farà? si darà forse a tutti i ragazzi che mostrano una crescita ritenuta “non sufficiente” dai canoni mondani una bella dose di ormone della crescita? Secondo me se si badasse più al cervello di una persona che ai centrimentri di lunghezza delle sue gambe il mondo sarebbe un tantinello migliore.
November 20 Col Sud a tracolla17/11/06
E’ proprio vero: le cose più belle non sono quelle che cerchiamo di proposito, ma quelle che incrociano la nostra strada quasi per caso. Stasera non era previsto che andassi a teatro… poi, però, un paio di amici-colleghi (teatranti come me più per passione che per mestiere, anzi… solo per passione) mi dicono: perché non vieni anche tu stasera a vedere questo spettacolo? potrebbe darci buoni spunti per il nostro progetto… Ed io che posso rispondere ad un invito sì invitante?? Ore 21, teatro Abeliano: Col Sud a tracolla; regia Vito Signorile, interpreti: Vito Signorile, Betty Lusito, Antonella Giugliano, musicisti: Fedele Depalma, Michele Lusito, Giuseppe Volpe. Spettacolo suggestivo e avvolgente come il sole di questa nostra Puglia, così ben evocata tramite i nudi canti popolari e le parole struggenti e amare dei poeti… Ritmi selvaggi, indomiti, come i cuori di chi ha conosciuto il lato più duro dei bei paesaggi tanto rinomati tra i turisti moderni: i contadini, i mezzadri, i braccianti, i pastori erranti… le vere anime pulsanti della Puglia fatta di campi e pascoli, strettamente legati al ciclo delle stagioni agricole e inariditi come la terra dalla sempiterna siccità… Amore, morte, soprusi, lotta, brigantaggio… tanti temi un solo palcoscenico: la terra di Puglia a cui tutti noi spettatori abbiamo silenziosamente fatto voto di fedeltà questa sera, dopo aver ri-conosciuto in lei la nostra madre-matrigna. E’stato come essere proiettati in un’aia del secolo scorso e condividere passioni e sofferenze dei nostri nonni, bisnonni, avi… per comprendere che il progresso può anche aver in parte migliorato le condizioni di vita, ma… qualcosa di prezioso è andato perduto con il nostro passato: il nostro passato, con il suo bagaglio di tradizioni e culture.
November 10 Sogno e risveglioUna bocca, la tua, Mi cerca, mi sfiora Mi lancia in un mondo Che sembra di fuoco
Braccia, le tue, Mi stringono forte Mi trattengono qui Con te e te solo
Tutto è un vortice Tutto è un brivido Chi sei per farmi questo? Mai nessun altro Mi ha fatto volare Mi ha scosso da dentro Mi ha ucciso così Per poi farmi risorgere
La mia mente è offuscata Ma tanto a che serve? Un solo pensiero Riesco a comporre: Eccoti eccoti eccoti!
E poi…
Intorno a me Non più il tuo calore Sulle mie labbra Non più il tuo respiro Nei miei occhi Non più la tua immagine Solo la stanza vuota Ed il letto solitario
Maledetto sia L’inventore dei sogni E maledetto anche tu Che forse mai vorrai Rendere il mio sogno realtà
Questa poesia l’ho scritta al risveglio da un sogno meraviglioso, ma che alla luce del giorno appena sorto mi ha gettato nel più grande sconforto… Il soggetto è una persona davvero importante nella mia vita. Sarà facile per voi pensare che “lui” sia la persona di cui sono innamorata… beati voi che potete immaginare che la questione sia così facile… il fatto è che non so neanche io cosa ci leghi e cosa ne sarà del nostro rapporto… per ora è una meravigliosa, fantastica amicizia… un qualcosa di tanto raro, da essere preziosissimo per me, più prezioso della felicità (a volte troppo breve) di una passione realizzata dopo tanta attesa…
November 08 A proposito di... spettatoriMi chiedo quanti di coloro che recentemente vanno a frequentare, anche con una certa assiduità, i teatri d’Italia abbiano chiaro nella mente cosa ci stanno andando a fare in quella sala semibuia… Da qualche anno infatti mi ritrovo sempre più spesso a vivere situazioni davvero imbarazzanti, in cui vorrei essere altrove e non dover essere accomunata a certe “bestie” che si spacciano da spettatori!! Come è possibile andare a teatro, sedersi sulla poltroncina e… basta! applaudire di tanto in tanto, quando proprio non se ne può fare a meno perché il silenzio diventa davvero troppo pesante anche per questi esseri di pietra; ridere solo alle parolacce, e se queste mancano limitarsi a sorridere in modo tirato e terribilmente borghese (nel senso peggiore del termine, quello che si riferisce ad un atteggiamento di pura apparenza e tristissimo grigiore d’animo)… Non parlo di mancata comprensione di una commedia non senso di Beckett o di mancata digestione di uno Shakespeare in versione integrale… queste persone rimangono indifferenti anche di fronte ad uno spettacolo di cabaret (un esempio? Ficarra e Picone) o una commedia brillante (tipo il “Quattro matrimoni e un funerale” da me poco fa menzionato) o altri generi ugualmente “leggeri” (orribile e degradante questo termine, davvero! autorizzo tutti i veri appassionati a sputarmi in un occhio, ma l’ho usato per esigenze di chiarezza…) Sono stanca di dover dedicare buona parte del tempo, che, quando posso, mi ritaglio per fare i complimenti agli interpreti e collezionare autografi (di tutti, TUTTI coloro che ho visto recitare: la fama non ha alcuna importanza, perché in ogni autografo per me è racchiuso un ricordo prezioso di un’emozione vissuta a teatro anche grazie al più oscuro attore di piccola compagnia di provincia del meridione), a chiedere scusa per l’atteggiamento di questi non-spettatori… Ho visto anche attori di una certa notorietà frustrati ed arrabbiati per questo! e davvero, non meritavano alcuna critica, perché nonostante il mancato apporto del pubblico (che in termini di scambio di energie è fondamentale durante una rappresentazione teatrale per il buon rendimento degli attori stessi) erano stati in grado di mantenere elevato il livello dello spettacolo! Il problema è che si è perso il senso del teatro. Si va a teatro con la convinzione di potersi comportare esattamente come al cinema, o come quando si guarda un film alla televisione… e invece non è così… Lo spettatore di uno spettacolo teatrale non è parte passiva del meccanismo drammaturgico: al contrario è parte integrante dello spettacolo stesso, parte attiva e vitale per la buona riuscita di tutto l’impianto… La forza del teatro è la magia, sottile, sinuosa, avvolgente che si crea tra palco e platea, tra attori e spettatori: è uno scambio reciproco di energie ed emozioni… l’attore, tramite la messa in scena dei personaggi creati dal drammaturgo emoziona lo spettatore ed in cambio da questo riceve un ritorno di sensazioni e carica emozionale tale da consentirgli di crederci nel personaggio che sta facendo vivere sul palco! Immaginate di stare raccontando una barzelletta… se il vostro piccolo pubblico familiare rimane indifferente, non vi sentite forse degli emeriti stupidi? non perdete via via forza e credibilità? non vi ritrovate ad avere enormi buchi di memoria mentre riuscite solo a pensare di finire il prima possibile di dire questa stramaledetta e stupidissima barzelletta?? Bene, lo stesso succede per gli attori! Recitare non è solo declamare un po’ di battute… se è questo che cercate quando andate a teatro, che qualcuno vi legga in un modo o nell’altro un copione… allora non spendeteli quei soldi! compratevi un bel sintetizzatore vocale, inserite nel computer il testo che volete sentire e ascoltatevi quella magnifica voce elettronica… è lo stesso. Oppure noleggiatevi un film, così non dovete neppure essere costretti a rimanere seduti e attenti per un’ora di seguito… Non basta pagare il biglietto, guardare la rappresentazione e poi uscire tutti fieri per dire di essere andati a teatro… se quando si esce non ci si sente un pochino diversi, migliori, di quando si è entrati, allora si sono semplicemente buttati via soldi e tempo! La verità è che in molti hanno disimparato ad essere spettatori, e non solo a teatro: questo è un sintomo di una malattia molto più grave… un bombardamento emotivo, imposto, non ricercato, a cui siamo sottoposti in continuazione, fin dalla più tenera età, ci ha resi impassibili, a tutto: così anche quando vorremmo emozionarci, ci riusciamo solo di fronte a stimoli fortissimi… E’ un peccato, perché spesso il teatro non corre sul binario dell’emozione forte, oppure anche i temi più ”hot” sono sapientemente mascherati e proposti come messaggio tra le righe… come l’Amleto che propone il tema dell’amore filiale che diventa ossessione (il freudiano complesso di Edipo)… o la gelosia folle e assassina di Otello (non vi ricorda molte storie di triste cronaca attuale?)… un tempo il teatro era il migliore psicologo che potesse esserci, svolgeva una efficacissima funzione catartica, capace di sublimare il lato più sordido di ogni ignaro spettatore… ora siamo diventati sordi, ricoperti della nostra corazza emozionale che certo ci difende da una realtà troppo violenta, ma che ci rende anche incapaci di vivere quelle piccole emozioni che sono proprie dell’arte… Chissà se con una corretta educazione sarà possibile formare una nuova generazione capace nuovamente di essere pubblico… spero solo che non sia una capacità destinata a ridursi all’interno di una ristretta cerchia di appassionati ed “iniziati” ai nuovi riti misterici del millennio: gli spettacoli di teatro.
Quattro matrimoni ed un funeraleSabato 4 appuntamento al Teatro Team di Bari per “Quattro Matrimoni ed un funerale” con il mega fantastico Giampiero Ingrassia. Ancora una volta sono arrivata con un ritardo di circa mezzora… però stavolta non è stata colpa mia, davvero! che non si pensi che io sia una ritardataria cronica (… beh… insomma… un pochino pochino ritardataria… lo sono… ma pochiiino!) La fortuna però stavolta ha voluto essere benigna con me e lo spettacolo è iniziato cinque minuti dopo che io ed il mio amico Daniele (compagno fedele di serate al cinema e per questa occasione, anche teatrali) avevamo trovato pace sulla nostra poltrona! (questo enorme ritardo nell’apertura del sipario è stata essenzialmente dovuta al fatto che metà degli spettatori sono rimasti a lungo in coda con la macchina fuori dal parcheggio del teatro a causa di un terribile ingorgo!!) Ma veniamo allo spettacolo! Questa trasposizione teatrale della celeberrima commedia cinematografica ha i suoi pregi ed i suoi difetti… Innanzitutto ho avuto la netta impressione che l’essere in un gigantesco tendone, invece che in un più intimo teatro tradizionale, possa aver falsato l’atmosfera. Mi spiego meglio: a buona parte del pubblico è sfuggito di essere a teatro e non al cinema, e questo ha comportato un pessimo atteggiamento (freddezza, mancata partecipazione…) che ha danneggiato la resa della commedia. L’amplificazione troppo elevata e non impeccabile dei microfoni degli interpreti ha ulteriormente accentuato l’impressione di assistere ad una proiezione cinematografica, togliendo completamente la magia della diffusione dal vivo delle voci degli attori. Forse sono io ad essere “difettosa” per queste cose, ma il teatro è essenzialmente un incantesimo che nasce tra attori e spettatori nell’atmosfera rarefatta trasfusa tra palco e poltrone… quando questo manca, per cattiva gestione degli aspetti tecnici di una rappresentazione o per location non proprio idonee, per quanto bravi possano essere gli interpreti… la magia si perde per strada e le emozioni restano incollate alla carta del copione. Certo, un pubblico flessibile e capace di ben interagire con la storia che si svolge nel palco può compensare tutti gli incidenti di percorso, ma… la gente non sa |