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La follia è un'arte

November 26

Notti bianche

24/11/07 ore 23:30

 

Mi sono chiesta più volte che effetto faccia ai personaggi ancora viventi assistere alla rappresentazione di una loro biografia drammatizzata… ora posso dire di intuirlo…

Stasera sono andata a vedere al teatro Abeliano lo spettacolo “Notti Bianche” tratto da un omonimo romanzo di Dostoewskij, riadattato per il teatro ed interpretato da Flavio Albanese, con musiche di un terzetto “jazz” (composto da Vincenzo Bardaro, Daniele Cappucci e Alberto Parmigiani). Fin qui tutto normale, anzi, ad essere veramente onesta, quando sono andata a comprare il mio bravo biglietto ridotto (viva l’Università, e viva i teatri che riconoscono a noi studenti il diritto ad uno sconto!!) non sapevo neanche di cosa trattasse tale spettacolo, ma non l’avrei perso per nulla al mondo per il solo fatto che l’interprete fosse lui, Flavio… quando mi sono seduta sulla mia poltroncina (rigorosissimamente in prima fila, come quell’altra volta, al Piccinni, quando ho visto recitare Albanese nel Bugiardo di Goldoni) qualcosina in più la sapevo grazie al volantino dello spettacolo, sapevo per esempio il sottotitolo: Concerto per un Sognatore (nulla di più invitante per chi ha come nick Skydreamer, ovvero sognatrice del cielo – con tutti i significati che vorrete o potrete individuare…) e che parlava di Amore. Il resto è stata pura folgorazione, dal momento in cui le luci si sono spente e lui è entrato in scena ed ha iniziato a parlare, nulla del mondo caotico là fuori è più esistito per me! A prescindere dalla straordinaria bravura di Flavio Albanese, dalla sua stupefacente abilità di dare voce, sentimento, vita e carne a tutti i protagonisti della vicenda, dalla sua magica capacità di far sorridere anche nei momenti più profondamente emozionanti e tristemente malinconici, al di là di tutto ciò (che non per dire, ma non è assolutamente poco, ed è ciò che ha incollato alle poltrone in religioso silenzio per due ore il pubblico, vociante e distratto prima della sua apparizione, pubblico che non si era nemmeno accorto che veniva diffusa la narrazione di un’intervista fatta allo stesso Dostoewskij, intervista che, grazie all’incessante brusio della platea, non ho potuto neanche io ascoltare…), al di là dell’emozione puramente spettatoriale per una rappresentazione bella, ben pensata ed ancor meglio interpretata, lo shock più grande per me è stato ritrovarmi di fronte ad uno specchio che per tutto lo spettacolo mi ha riproposto la mia vita fino ad ora… in versione maschile, certo, ma questo faceva ben poca differenza… ogni parola da me ascoltata questa sera, se fossi stata dotata dal Cielo della stessa bravura nella scrittura di Dostoewskij (magari… non mi limiterei a scrivere in un blog in tal caso…), l’avrei adoperata per descrivere il mio vivere, il mio sentire, il mio emozionarmi, il mio amare fino a questa sera!! È stata l’emozione più grande della mia vita: vedere il mio attore preferito interpretare per me seduta in prima fila (e per tutti gli altri, si certo… ) quello che potrebbe benissimo essere definito il mio alter ego letterario! In più punti mi sono ritrovata quasi a piangere delle sue vicende (o delle mie….di entrambe!) o ad annuire tristemente ben comprendendo cosa dovesse passare per l’animo del protagonista di fronte a certi atteggiamenti della ragazza che incontra in una sera stellata sulle rive di un canale e che gli segna l’esistenza con un attimo di felicità ed un abisso di malinconico rimpianto.

Non posso qui descrivere la storia… è troppo complesso riportare la vicenda, e le riflessioni sottese, ed i parallelismi con la mia vita che inevitabilmente mi si sono affacciati alla mente mentre sempre più rapita guardavo lo spettacolo giungere alla sua inevitabile conclusione…

Alla fine mi sono ritrovata nella luce rinnovata della platea a fine spettacolo con lo sguardo perso ed un sorriso di indicibile gioia, emozione, commozione, meraviglia che aleggiava sulle mie labbra.

Dovevo avere ancora un’aria un po’ persa quando Flavio Albanese è uscito nel foyer… perché mi ha guardata con una strana espressione, a metà fra il perplesso ed il curioso! Sta di fatto che credo abbia colto i miei complimenti ed i miei ringraziamenti per le emozioni regalatemi più dal mio sguardo che dalle mie sconclusionate parole balbettategli quando mi si è avvicinato per indagare sull’identità della strana ragazza che lo guardava fisso da dieci minuti parlare con gli altri, senza muoversi e senza dar segno di avere la volontà o la forza di fare un solo passo verso di lui! L’altra volta era andata un po’ meglio: dovevo gestire “solo” l’emozione di potergli finalmente parlare dopo aver tanto desiderato di incontrarlo di persona, ed ero perfino riuscita a comunicargli la mia ammirazione per la sua coraggiosa scelta di abbandonare il cinema e la televisione per dedicarsi al teatro!

Stavolta però sono assolutamente decisa a informarmi con cura sui suoi corsi di recitazione qui a Bari per poterli seguire!! L’altra volta ero più piccola, non avevo l’appoggio di una casa a Bari, stavo già seguendo un corso di recitazione…insomma, allora mi sono lasciata sfuggire questa opportunità, questa volta no! Farò tutto il necessario per darmi un’opportunità di apprendere da lui almeno un pochino della sua straordinaria arte recitativa!!!   

E con questo buon proposito vado a letto, anche se dubito, con le emozioni di questa sera che ancora mi agitano e scombussolano, di riuscire presto a trovare la via che porta al paese di Morfeo!!

May 24

Fight Club

23 mag. 07 ore 22:35

 

Davvero, è la prima volta che succede: finisco di vedere un film e sono sconvolta, no, non sconvolta… di più…quasi impanicata, anzi totalmente impanicata! Ho le palpitazioni ed un senso di angoscia infinito…

Il film in questione è Fight Club e mentre fuori dalla finestra il resto della città guarda la partita ed esulta o protesta o comunque interagisce con quei ragazzotti in pantaloncini e maglietta sudata io mi ritrovo con gli occhi spalancati ed il respiro mozzato.

Spaventoso. Terrificante. Non ho termini nel vocabolario per definire le emozioni che questo film mi sta scavando dentro, avverto vagamente di aver assunto parte della sua filosofia nel tentare di descrivere quel che si agita dentro me dopo queste ore di visione. Anche se sono gli ultimi minuti quelli che ti fanno pensare: “Cavolo! Ma che succede?” e poi “No…non può…cioè…” e poi le parole se fermano, i pensieri si arrendono e resta solo lo sbigottimento più puro.

Ok, tutta fantasia, bel lavoro di scrittura assurda… eppure c’è qualcosa che mi costringe a sentirmi direttamente chiamata in causa… perché tutti i casini vengono dal voler essere diversi da ciò che si è: più forti, più decisi, più padroni della propria vita… ma questo non dovrebbe essere niente di male: l’uomo è fatto per tendere ad un continuo miglioramento di sé…ok, ma chi sa definire il “miglioramento”, cioè, in genere sono ragionamenti che facciamo noi con noi stessi come auditorio e come giuria morale… e chiunque abbia visto questo film può capire come questo ragionamento basilare, da qualche minuto, va ad aggiungere angoscia all’angoscia…

No, decisamente non è un buon film da vedere proprio quando si è appena deciso di mettere fine alla propria vecchia esistenza fatta di timori e ritrosie, per avventurarsi in una nuova dimensione dell’esistenza, votata all’insegna di sé e della propria imposizione al mondo!

Ok ora vado a vedere l’esultanza di fine partita (per i pochi che come me non l’hanno vista e per le poche mosche bianche che non sanno cosa è successo mercoledì 23 maggio 2007: sto parlando della finale di champions appena finita, e a giudicare dai fuochi artificiali che sento esplodere là fuori, il Milan deve aver vinto…domandina: ma se il Milan perdeva come se li sarebbero pianti quei soldi investiti in fuochi d’artificio? Ah già…c’era sempre il capodanno…), poi ci dormo sopra e magari domani mattina questa esplosione di deliranti pensieri che sbocciano dal chiancone di panico che ho giusto giusto ad altezza sterno avranno ripreso la solita dimensione semi-normale.

 

 

P.s. mattina: si, l'effetto è un po' svanito,ma i motivi di riflessione restano molti... Su tutto: siamo davvero sicuri di conoscere noi stessi e i nostri desideri e le nostre volontà? Io non se sono così sicura: nell'ultimo periodo sto scoprendo un lato di me che davvero non mi aspettavo... per fortuna non soffro di insonnia!

April 10

Quante scelte...

Molti hanno eletto la primavera come stagione ideale per le "grandi pulizie"... Ebbene io ho preso il coraggio di fare un po' di pulizia nella mia straconfusissima vita e di dare una svolta  a molte cose che non mi piacevano più!!
 
1. L'università:
Tre anni e mezzo a Chimica... escludendo i primi mesi di entusiasmo e buona volontà, e facendo capitolo a parte delle belle persone che ho avuto modo di conoscere proprio tra i banchi di questa facoltà, sono stati i tre anni e mezzo più brutti e penosi della mia vita!
Fin dai primi esami le difficoltà sono state enormi...ed io, in tutta onestà, alle difficoltà negli studi non ero affatto avvezza! E poi c'era proprio un'incompatibilità fra me e loro: le materie, i prof...tutto insomma! Tranne i laboratori, quelli si che mi piacevano...mah forse invece che il liceo classico dovevo fare un istituto tecnico...così almeno in mano avevo un dannato pezzo di carta utile per il lavoro...vabbè, recriminazioni inutili e parentesi ora un po' inopportuna! andiamo avanti!
Poi...l'illuminazione: le materie dell'ultimo anno, un po' più improntate sull'aspetto biologico mi hanno riavvicinato ad un modo più vasto di concepire la realtà, oltre l'invalicabile confine dell'infinitamente piccolo molecolare, territorio esclusivo di indagine per la chimica, e che mi stava decisamente strettino... e soprattutto quest'autunno l'incontro con l'amore della mia vita........la GENETICA!! (avete pensato male, eh...ghgh)
Insomma, molte lotte con i miei genitori e  con me stessa per giungere all'agognata decisione: fare il trasferimento da chimica (bleah...) a biologia molecolare e cellulare (yuhhuuuuu!).
Così l'anno prossimo sarà una aspirante biologa...e spero così di ritornare a fare pace con il mio spirito cognitivo un pochino troppo inquieto (fosse per lui farei di tutto un po': un po' di materie scientifiche, ma non troppo matematiche, un po' di materie umanistiche, ma non troppo astratte...nulla, in definitiva ,di realmente utile per campà!!!)
 
2. Me
Qui si che il restauro era impegnativo...e ci sono riuscita.........non pensandoci troppo e senza rendermene conto!! Chissà, sarà questa quell'arcana cosa chiamata "crescita"? Beh se fosse così, direi... meglio tardi che mai!!! A quasi 22 anni c'era da perdere la speranza!!!!!!!
Non so esattamente che cosa sia cambiato in me... nè quando... ad ogni modo qualcosa dev'essere successo, perchè è cambiato il mio modo di affrontare le cose e perfino "gli altri" (quelle strane entità che mi ruotano intorno nel loro rispettivo bozzolo di vite e casini!) se ne sono accorti!
Ebbene si, qualcuno si è accorto della mia esistenza!!!! Miracolooooo!!
Ma questo argomento è talmente innovativo che merita un intervento a parte!!
 
3. Amore
Dopo anni di totale e assoluta fedeltà ad una persona (che poi nel frattempo sia stata effetivamente con un altro ragazzo, non conta, perchè il pensiero è sempre stato fedele solo a lui...) con cui non è mai iniziata una storia, ma a cui ero (e in fondo continuo ad essere...) legata da un filo molto spesso di affetto... ho accettato l'idea che tra noi non potrà mai esserci niente altro che amicizia, perchè la sua vita è destinata a più universali amori e poi... come potrei competere con Lui (si si, proprio "quel" Lui...il Capo, il Boss per eccellenza, insomma!)
Insomma ho rinunciato a sperare che il mio migliore amico possa un giorno diventare anche il mio ragazzo... ed ho interiorizzato l'idea che presto entri in seminario, digerendo (anche se a fatica...) anche la consapevolezza che questo lo porterà un po' lontano da me per un certo periodo di tempo, e che forse (ma spero davvero di no) la nostra amicizia non potrà più essere quella che è stata in questi fantastici anni! Cmq....grazie di esistere amico mio!
 
Bene...dopo questa sofferta accettazione mi sento più leggera... e pronta, ora si, a voltare pagina, guardarmi attentamente intorno e ...
 
 
 
 
Curiosi  eh??
 
 
 
 
Vabbè, lo dico: ...e cercare una nuova vittima!
Scherzo!!! Mi limiterò a togliere un po' la combinazione al mio cuore!
 
 
February 08

Sconforto

05/02/07

 

Foglio bianco (virtuale), lettere… bianche sul nero della tastiera di questo computer mio unico compagno questa sera… non sono sola in casa, ma le altre non mi raggiungono con i loro rumori di quotidianità, non stasera… musica a palla negli orecchi: non casuale, ma due romantiche canzoni dei Modà (Dimmi che non hai paura e Favola… quest’ultima un po’ inconsciamente colpevole del mio stato d’animo)… anzi, una sola canzona: favola.

 Belle le favole…finiscono sempre bene

 Io vorrei un lieto fine per una volta… una volta, non è molto…è 1….

 Anche a lui piace la canzone. Lui… vorrei leggergli nel pensiero…non sarebbe tutto più facile così? e non venitemi a dire cavolate del tipo: ma poi la magia, l’attesa, dove finiscono la sorpresa, quel dolce palpitare?? ma quale dolce? è solo una morsa al cuore, un terrore

terrore di sbagliare un’altra volta, come sempre, sempre sempre

quanta voglia di piangere

E’ la solita trappola, vero destinaccio infame e beffardo?? ci risiamo??? mi hai di nuovo fatto incontrare uno che mi è troppo simile perché mi passi inosservato, vero? così io ci casco con tutti e due i piedi e poi? sbatto contro quale muro stavolta?? l’indifferenza? il solito?? “siamo solo amici…” odio quella parola!! non amici: solo! io voglio un amico che mi ami, anche. Oppure stavolta si cambia? è la presa in giro che troverò?? lo sfottimento della mia ingenuità? dell’assurda idea che lui possa ricambiare? lui con te? che ridere…ahahahah…..ah già… non sarebbe poi una novità, solo un ritorno…non gradito

 

Vorrei

-         - essere più sicura di me

-          - fregarmene degli altri, ovvero non dipenderne

-          - non amare

-          - non amare se non sono ricambiata

-          - non amare prima di una dichiarazione scritta di lui

-          - amare dopo una dichiarazione scritta da lui

-          -amare…senza però soffrire sempre come un cane

November 30

Il mondo al di sotto del metro e cinquantacinque...

C’è gran fermento nell’opinione pubblica sui temi della discriminazione sessuale, fisica, sociale, razziale e religiosa… ma le discriminazioni sono in realtà innumerevoli e sempre prive di fondamento, eppure troppo spesso si nascondono agli occhi dei più, di quelli che non ne sono toccati e passano inosservate.

Se non se ne parla, allora non c’è colpa… e tutto va tranquillamente avanti…

Da quando è finito il mio periodo di crescita ed ho constatato che non sarei andata oltre il metro e cinquantuno di altezza (a meno di indossare vertiginosi tacchi, ma… vista la scomodità, ho stabilito con me stessa di farlo solo se ne vale davvero la pena…), ho fatto mio il motto: In botte piccola c’è il vino buono ed ho accettato la mia bassezza come parte del mio essere.

Ma pare che in realtà dovrei crucciarmi e disperarmi della mia “terribile e limitante condizione”… eh già… perché pare che un buon numero di concorsi mi siano proibiti…

Io studio per laurearmi in chimica e per un certo periodo mi aveva accarezzato l’idea di mettere le mie conoscenze a disposizione per la tutela della legge e magari entrare nella polizia scientifica o meglio ancora nei celeberrimi R.I.S.! La gran diffusione poi di serie televisive incentrate su tali professioni aveva ancor più acuito tale desiderio e mi ero convinta ad informarmi sulle vie per accedere a questi reparti della polizia e dei carabinieri.

Ma…

Ma per accedere a qualsiasi posto all’interno di una qualsiasi arma dell’esercito occorre possedere determinati requisiti fisici, tra cui la famigerata altezza minima di un metro e sessanta per le donne (minimo!)… Ho quindi dovuto assai tristemente accantonare i miei sogni e rassegnarmi a cercare altre vie per il mio futuro… Pur continuando a chiedermi a cosa serva l’altezza tra le quattro mura di un laboratorio di analisi… mah!

Recentemente poi, quasi dimentica di questa disavventura, su consiglio di un’amica, ho cominciato ad informarmi per un concorso nelle ferrovie per il ruolo di capotreno… girovagando nel sito delle ferrovie di stato mi imbatto nella sezione sui requisiti fisici necessari per lavorare nelle FSE… e… sorpresa! Anche qui trovo come fattore limitante l’altezza! Si, perché non si può salire a bordo di un treno come personale di servizio se non si è alti almeno un metro e sessanta, ed anche rimanendo a terra non va molto meglio perché l’altezza minima richiesta ai capo stazione è di un metro e cinquantacinque!! Per tutti gli altri ruoli tecnici è richiesta una capacità visiva di 10/10 senza ausilio di lenti e così… eccomi tagliata fuori dalle ferrovie di stato peggio che se fossi un’appestata (con tutto il rispetto dovuto ai malati di peste, nulla di personale…)

Ho cominciato così a riflettere… perché l’altezza è cos’ fondamentale? in ruoli e mestieri così diversi? Potevo ancora capire la necessità di una certa prestanza fisica per far parte di un’arma dell’esercito… ma sui treni?? L’unica risposta che trovo è: questione di immagine… Tristissimo… noi bassi siamo dei discriminati solo perché manchiamo di qualche centimetro rispetto… rispetto a che? alla media? o all’immaginario? ai modelli?? Non so… e il non trovare una motivazione logica mi fa arrabbiare non poco e mi rattrista al contempo… Tra un po’ che si farà? si darà forse a tutti i ragazzi che mostrano una crescita ritenuta “non sufficiente” dai canoni mondani una bella dose di ormone della crescita?

Secondo me se si badasse più al cervello di una persona che ai centrimentri di lunghezza delle sue gambe il mondo sarebbe un tantinello migliore.

 

 

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